Juventus, 22 anni fa moriva Andrea Fortunato: il ricordo della Vecchia Signora

andrea fortunato
© foto Wikimedia Commons

Il 25 aprile 1995 moriva Andrea Fortunato: il ricordo della Juventus nel giorno del 22º anniversario per non dimenticare la tragedia del giovane terzino

Il 25 aprile non è una data felice da ricordare nella storia della Juventus. Ventidue anni fa, nel 1995, in questa giornata moriva il calciatore bianconero Andrea Fortunato, a cui venne diagnosticata a soli 24 anni una forma di leucemia linfoide acuta. Un vuoto incolmabile che il calciatore campano ha lasciato nel cuore della Juventus, un ragazzo voluto bene da tutto il gruppo bianconero e che a 23 anni stava diventando terzino sinistro titolare della Vecchia Signora. Un dolore incommensurabile quello della Juventus e di tutto lo sport italiano, oggi come allora, così come indimenticabili sono le immagini del funerale in una Cattedrale di Salerno gremita con Juventus e Salernitana presenti e il commovente discorso d’addio del capitano juventino Gianluca Vialli, il cui messaggio venne più volto interrotto per il sopraggiungere delle lacrime: «Speriamo che in paradiso ci sia una squadra di calcio… speriamo che in paradiso ci sia una squadra di calcio, così che tu possa continuare a essere felice correndo dietro a un pallone. Onore a te, fratello Andrea Fortunato» disse allora Vialli leggendo in chiesa.

Juventus, 22 anni fa moriva Andrea Fortunato: il ricordo della Vecchia Signora

Quest’oggi la Juventus ha voluto ricordare e omaggiare la memoria di Fortunato, 22 anni dopo quel terribile 25 aprile: «Una carriera brillante, un futuro radioso, un calciatore di talento e al contempo un ragazzo gentile, sempre educato. Tutto questo era, e aveva davanti a sé, Andrea Fortunato. Tutto questo venne interrotto per sempre il 25 aprile di 22 anni fa, quando il mondo bianconero, e in generale il mondo del calcio, furono sconvolti nell’apprendere che Andrea non ce l’aveva fatta, e che la leucemia se lo era portato via. In tutti questi anni ci è rimasto il ricordo, sempre vivo, di Andrea: del suo talento, delle sue capacità, ma anche della serenità e della positività con cui era solito affrontare tutte le battaglie, in campo e nella vita. Compresa l’ultima. Anche quest’anno, quindi, è con un sorriso che ripensiamo a lui, perché Andrea è sempre qui. In mezzo a noi».

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