Avv. Grassani: «Fallimento pilotato? Parma all’asta»

Il legale: «Con l’esercizio provvisorio il titolo sportivo è messo all’asta»

La discesa in campo della Lega e della FIGC per gestire il fallimento pilotato del Parma è un’ipotesi concreta (di cui vi abbiamo parlato qui), di cui ha parlato l’avvocato Mattia Grassani ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: «Si azzererebbero i vertici dirigenziali e il Curatore nominato dal Tribunale diventerebbe, di fatto, il nuovo presidente. Ma per continuare il campionato sino al termine, il Curatore avrebbe bisogno di un’autorizzazione espressa del Tribunale e questo potrà avvenire solo se ci saranno le risorse per proseguire sino alla 38a giornata».

LA PROCEDURA – Il percorso, insomma, è piuttosto complesso: «Prevede l’intervento di Curatore, Comune e Figc, poi una società costituita ex novo e di nuova affiliazione alla Figc. Dopodiché viene stimato dalla Curatela il valore del ramo di azienda “sano”, cioè il titolo sportivo, indetta un’asta e chi se la aggiudica deve farsi carico dell’adempimento integrale dei debiti sportivi».

IL BARATRO – La situazione, però, è delicata e non è da escludere che la squadra ducale venga ritirata e non scenda quindi più in campo: «I risultati conseguiti sul campo sino al momento dell’abbandono/esclusione non sarebbero più modificati, mentre per le partite non giocate tutte le squadre avversarie beneficerebbero di un 3-0 a tavolino».

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