Berlusconi: «Pronto a restare al Milan, ma è fatta». Intanto, incontro con Bee ad Arcore…

368
silvio berlusconi
© foto www.imagephotoagency.it

Silvio Berlusconi apre a una clamorosa permanenza al Milan. Il presidente rossonero ha parlato a Matrix del closing e del futuro del Milan

AGGIORNAMENTO 25 NOVEMBRE – Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, Berlusconi ha incontrato ad Arcore Bee Taeuchebol, in passato vicino all’acquisizione del Milan. Possibile che il presidente rossonero abbia chiesto al broker thailandese di rilevare parte delle quote societarie. Bee, intanto, ha già lasciato l’Italia: il ‘closing’ è fissato per il 13 dicembre, chissà che il Milan non parli anche un pò thailandese.

AGGIORNAMENTO 24 NOVEMBRE – Berlusconi ha dichiarato anche: «Il Milan ha bisogno di tornare ad essere a livello mondiale, occorrono capitali importanti, non sono riuscito a mettere assieme una cordata di persone italiane, ho provato a fare come il Real Madrid o il Barcellona e a puntare su un azionariato diffuso ma niente, alla fine ho dovuto accettare un’unica offerta. Se non ci fosse il closing dovrei riprendere il Milan ma ormai è fatta. Lo farei con piacere ma bisognerebbe cambiare strategia, farei un Milan tutto italiano e tanto tanto giovane».

Silvio Berlusconi è pronto a restare alla guida del Milan. Il presidente rossonero, ospite a “Matrix“, ha parlato non solo di politica ma anche di calcio e del club milanista. L’argomento caldo in casa rossonera è indubbiamente la chiusura della trattativa per la cessione di quasi il 100% delle quote nelle mani dei cinesi, una chiusura che dovrebbe arrivare il prossimo 13 dicembre. Al momento ci sono delle difficoltà per il passaggio dei capitali dalla Cina all’Europa con i cinesi che stanno studiando delle alternative con la possibilità di alcune fideiussioni bancarie e se le cose non dovessero andare per il meglio, Silvio, è pronto a restare in sella.
LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI SUL CLOSING – Queste le parole del presidente rossonero: «Ci sarà il closing il 13 dicembre, se non ci sarà dovrò riprendermi il Milan con molto piacere e cambierò strategia. Sarà un Milan tutto italiano e molto giovane. Io non sono pentito della cessione. Questa decisione era necessaria perché il calcio è cambiato. Ho preso atto di questo con grande dolore.Sono entrati i soldi facili degli arabi e non c’è più possibilità per una famiglia di competere. Il calcio è diventato il gioco del monopoli».

Condividi