Non solo Bonucci-Allegri: le dieci storiche rotture fra giocatori e allenatori

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Non solo Bonucci-Allegri: quando giocatori e allenatori litigano spesso la frattura diventa insanabile. E le società devono decidere chi sacrificare: ecco dieci esempi di rapporti che si interrompono

Quando i rapporti fra giocatori e allenatori si complicano tutto diventa più difficile. Basta una piccola discussione per accendere un polverone che raramente riesce a ricomporsi. L’ultima lite eclatante del calcio internazionale è quella fra Bonucci e Allegri. Il difensore contro il Palermo suggerì alcuni cambi al tecnico, in maniera anche piuttosto accesa, ma Max non la prese bene. E scoppiò un litigio furioso in diretta televisiva, che comportò una punizione molto seria: Bonucci in tribuna a Oporto. Poi, per il quieto vivere della Juve, la situazione venne ricomposta, fino allo strappo di Cardiff, in una finale di Champions League avvolta nel mistero di presunte liti avvenute nell’intervallo. Ma la storia del calcio è ricca di incomprensioni fra giocatori e allenatori, poi sfociate in una scelta definitiva della società. Che, nel caso della querelle Bonucci-Allegri, ha comportato la cessione del difensore al Milan. Abbiamo scelto dieci grandi rotture fra giocatori e allenatori, avvenute nel corso degli ultimi decenni.

1. Totti e Spalletti: il grande gelo di Roma

Fra ruggini antiche e incomprensioni mai risolte a Roma, nella passata stagione, è tornato in voga il tormentone Totti-Spalletti. Il giocatore, anche a mezzo stampa, ha sempre lamentato uno scarso utilizzo da parte dell’allenatore, che ha cercato di stimolarlo ma allo stesso tempo non gli ha mai dato la fiducia che la bandiera giallorossa reclamava a gran voce. Risultato? Totti appende le scarpe al chiodo nell’indifferenza di Spalletti, contestato all’Olimpico e costretto a fare le valigie per approdare all’Inter.

2. Materazzi e Benitez: tutta colpa di Mou

Reduce dal triplete e da una serie straordinaria di vittorie l’Inter, per la stagione 2010-2011, riparte da Rafa Benitez, tecnico di grandissimo spessore internazionale che arriva in nerazzurro con l’obbligo di non far rimpiangere Mourinho. Per lo spagnolo i sei mesi di Milano si riveleranno un massacro e l’esonero dopo la vittoria del Mondiale per Club è la conseguenza di un rapporto andato a rotoli soprattutto con i senatori dello spogliatoio. Fra questi c’è Marco Materazzi e i due, ancora oggi, non perdono mai l’occasione per punzecchiarsi.

3. Lippi e Baggio: amici mai

Storie di un’Inter disastrata e piena di fratture interne. Legate anche e soprattutto ad un rapporto mai equilibrato: Roberto Baggio e Marcello Lippi erano le due anime nerazzurre più accese e fra loro i rapporti sono sempre stati tesissimi. Nella sua biografia Baggio scrisse che l’allenatore gli chiese di fare la spia nello spogliatoio, Roby si rifiutò e da li le cose andarono di male in peggio. E Moratti scelse di sacrificare Baggio dopo che il Divin Codino, nel famoso spareggio per la Champions League contro il Parma a Verona, aveva tolto le castagne dal fuoco.

4. Capello e Montella: quell’indimenticabile Vaffa…

Vincenzo Montella, soltanto quando è diventato allenatore, ha capito che un tecnico è costretto a fare delle scelte a volte anche dolorose. Ma sempre per il bene del gruppo. Ai tempi di Roma il rapporto con Capello non è mai decollato, anzi. Montella non gradiva le sostituzioni ripetute e in più di una circostanza ebbe dei problemi con il sergente di Pieris. La difficile convivenza tra i due a Roma è proverbiale: la bottiglietta d’acqua lanciata da Montella verso l’allenatore a Napoli è la cartolina di un rapporto sempre molto teso.

5. Ibra e Guardiola: un rapporto sempre tesissimo

Quando Ibrahimovic ripensa all’esperienza di Barcellona non può che avere l’amaro in bocca. Soprattutto perché l’Inter, in quel 2010, riuscì a trionfare in Champions League, la maledizione dello svedese, che mai è riuscito a vincerla. L’avventura in Catalogna non decollò. Colpa di un rapporto complicatissimo con il tecnico Pep Guardiola, l’amante del Tiki Taka che tarpava le ali di Ibra. Che, infatti, non perde mai occasione per riservare qualche stoccata all’attuale allenatore del Manchester City.

6. Casillas e Mourinho: che tensione!

I tre anni vissuti da Josè Mourinho al Real Madrid furono caratterizzati da un clima di tensione sempre oltre i livelli di guardia. In particolare, la frattura del tecnico portoghese con l’ambiente madridista è stata dettata dal rapporto conflittuale con alcuni senatori. Fra questi spicca Iker Casillas, bandiera del Real Madrid che fece i conti anche con la panchina, quando Mou scelse di far giocare Diego Lopez. Alla fine Florentino Perez decise di sacrificare l’allenatore, mentre il portiere si salvò. Nonostante gli venne addebitata la colpa di far aver fatto uscire qualche spiffero di troppo dallo spogliatoio.

7. Sacchi e Van Basten: l’idillio non è eterno

Un’intervista rilasciata alla stampa olandese costò carissima a Marco Van Basten, che ad un certo punto tagliò i ponti con il tecnico del Milan Arrigo Sacchi. La stagione 1992-1993 termina con lo Scudetto sfuggito al fotofinish e la finale di Champions League persa contro il Marsiglia e allora la società decise di mettere alla porta Sacchi, che aveva terminato il suo splendido ciclo. Anche se Berlusconi disse più volte di non aver mai cacciato Sacchi, aggiungendo però che fra i due avrebbe sempre preferito trattenere Van Basten.

8. Inzaghi e Allegri: pure da allenatori nemici giurati

L’ultimo anno di carriera di Filippo Inzaghi fu molto travagliato. La storia del bomber e del tecnico Max Allegri ricorda molto la querelle fra Totti e Spalletti, con Inzaghi che reclamava maggior considerazione e l’allenatore livornese che ha sempre fatto orecchie da mercante. Il rapporto si ruppe definitivamente quando, nei primi giorni della stagione successiva, Allegri e Inzaghi litigarono a Milanello dopo un allenamento della Primavera. La visita di Allegri aveva fatto andare su tutte le furie Inzaghi e venne sfiorata anche una lite furibonda, subito sedata da Galliani.

9. De Rossi e Zeman: così vicini, così lontani

Il 2012 di Zeman a Roma fu tutt’altro che semplice. Il grande ritorno si preannunciava ricco di soddisfazioni e invece si è trasformato in un fallimento colossale. Il boemo non era gradito a buona parte dello spogliatoio e fra i dissidenti c’era anche Daniele De Rossi, che più volte venne spedito in panchina in maniera inspiegabile. Fra i due i rapporti non sono mai stati buoni, ma pubblicamente nessuno dei due diede spettacolo. Anche se De Rossi aveva minacciato la Roma di voler andare via se Zeman fosse rimasto anche l’anno dopo…

10. Ventura e Pellè: che lite in Nazionale!

L’Italia si gioca l’andata delle qualificazioni ai Mondiali 2018 contro la Spagna allo Juventus Stadium. Ma di quella partita rimarrà scolpita l’immagine della lite fra Graziano Pellè e il commissario tecnico Giampiero Ventura. Pellè si infuria e non dà la mano al ct al momento della sostituzione nella sfida con la Spagna. Poi si scusa sui social, scrivendo: «Ho fatto un’altra cavolata». Ma il perdono di Ventura non è mai arrivato, visto che Pellè non è mai più stato convocato dopo quel gesto.

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