Neymar mette in riga Messi e si prenota per un evento clamoroso

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Brasile – Argentina 3-0, è l’ennesima notte di Neymar: Messi al tappeto, i suoi compagni spettatori non paganti

Contesto Conmebol, qualificazioni al prossimo Mondiale da disputarsi in Russia nel 2018, nell’undicesima giornata del raggruppamento sudamericano il Brasile travolge l’Argentina con un perentorio 3-0 (che, fidatevi, va stretto ai verdeoro per quanto si è visto sul campo), si conferma al primo posto della classifica e mette i rivali nei guai. Ora al sesto posto e fuori anche dagli spareggi.

SUPERIORITA’ IMBARAZZANTE – Una sola squadra in campo: il Brasile del Tite, Adenor Leonardo Bacchi. Che a questa Selecao ha restituito quel che l’ha sempre contraddistinta dalla concorrenza planetaria: il talento. Gabriel Jesus in campo, senza troppe storie, senza preoccuparsi della giovanissima carta d’identità: con Coutinho e Neymar (leader navigato a 24 anni, ma ne parleremo) va che è una bellezza. Il resto è una struttura che il Brasile già aveva: si era detto negli ultimi anni di una nazionale irriconoscibile rispetto alla sua storia, solida ma poco talentuosa. Ecco, ora c’è tutto. Anche la spensieratezza dei tempi migliori, quella che da queste parti – quando manca – fa più danni che altro. A non esserci assolutamente è la poco amata nazionale rivale di sempre: l’Argentina di Edgardo Bauza.

LA NOTTE DI NEYMAR – Impensabile scapparne: la sfida tanto attesa tra Brasile ed Argentina, considerando le innumerevoli occasioni perse del recente passato, era anche (e soprattutto) quella tra le stelle Neymar e Messi. L’ha vinta per ko tecnico ed arresa senza resistenza l’asso brasiliano. Immarcabile, devastante, ha saltato tutti come birilli e lo ha fatto per novanta minuti, senza soluzione di sosta e sempre nell’ottica generale della squadra. Uno spettacolo per gli occhi, una leadership che lascia oggettivamente esterrefatti considerando i suoi 24 anni: gode di un carisma attribuibile soltanto a chi ha scritto la storia dello sport più bello del mondo. Ed ora, sempre a 24 anni, è a sole due reti da Zico: 50’ gol con la maglia del Brasile, sarà a breve il quarto marcatore nella storia della nazionale brasiliana (statistica da alieno) con il concreto obiettivo di mettersi dietro tutti. I tutti risponderebbero ai nomi di tali Pelè, Ronaldo e Romario. Intanto lo ha fatto con il suo amato e rispettato compagno di Barcellona, Leo Messi.

BARATRO ARGENTINA – L’ennesima notte amara vissuta dal calciatore più forte del pianeta con la maglia del suo popolo: l’Argentina cade ancora, questa volta non lo fa in una finale ma in una gara che rischia di costarle l’opportunità di riprovare a prendersi il tetto del mondo. Dopo esser capitolata in ordine contro Germania (Brasile 2014) e Cile (Copa America 2015 e 2016). I suoi compagni di squadra spettatori non paganti: difesa da horror, filtro del centrocampo a dir poco imbarazzante, legami tra i reparti nulli, attaccanti in gita scolastica. Il crollo psicologico dopo tutte le finali perse e gli addii puntualmente rimangiati è visibile all’occhio e si porta dietro una conseguenza incredibilmente clamorosa: l’Argentina rischia di non salire sull’aereo per Russia 2018. Nel gruppo Conmebol si qualificano in via diretta le prime quattro forze della classifica, per la quinta la porta secondaria degli spareggi (accessibili) contro una nazionale della federazione oceanica. Facile direte voi, ma oggi – quando mancano sette turni al gong finale – la Seleccion occupa il sesto posto del raggruppamento. Ad un punto da Cile ed Ecuador, dirette concorrenti assolutamente competitive. Chiedere alle due ultime finali di Copa America. Con Paraguay e Perù (settima ed ottava) attaccate alle caviglie. Le prossime due sfide – per fortuna di Messi e compagni da disputare in patria – contro Colombia e Cile racconteranno molto. L’alternativa è apocalittica: il buon Leo privato della sua ultima reale chance di vincere un Mondiale, evento al quale il suo compagno di club Neymar arriverebbe giocoforza da stella indiscussa. Uno scenario surreale eppure visibile all’occhio.

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