Buffon sugli Scudetti: «Sono 10 e non mi vergogno! Tutti contro, lascio a loro l’invidia»

© foto MP

Il portiere e capitano della Juventus ha scritto una lettera a “La Stampa” parlando del sesto Scudetto consecutivo e non solo. Ecco le parole di Buffon

Lungo e bellissimo messaggio di Gigi Buffon ai suoi tifosi e non solo. Il portiere della Juventus ha scritto a “La Stampa” dopo la vittoria del sesto Scudetto consecutivo che lo ha consacrato come il giocatore più vincente di sempre nella storia della Juventus. Il portiere bianconero ha voluto menzionare i 6 ‘esascudettati’, e ha lancoato anche delle frecciate: «Nessuno ci ha regalato nulla. Ogni avversario con noi si è impegnato al massimo. Tutti hanno tifato contro. Ed è normale. I più forti sono sempre più antipatici. Ma io mi tengo l’antipatia e lascio agli altri l’invidia per l’impresa che questa società, tutta la società, è riuscita a costruire». Gigi ha invitato i suoi a pensare a ‘domani’ e ha parlato anche dei suoi 10 (e non 8, dice Gigi), Scudetti vinti: «Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera.Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei».

IL MESSAGGIO DI BUFFON – Prosegue Gigi Buffon: «Il mio primo amore è stata una ragazzina incontrata alle medie. Era un sentimento non corrisposto. Ma cosa importa, per me era amore. Il riconoscimento nella vita non è tutto. Io sento mie, intimamente mie, alcune canzoni di Vasco o alcune poesie di Neruda. Non le ho composte io. Ma è un fatto relativo perché in fondo, come ha scritto Troisi ne «Il Postino», la poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l’orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra!». Gigi ha poi ricordato il 2006, la retrocessione in Serie B con Nedved, Del Piero, Trezeguet e Camoranesi e il grande gruppo, non solo i calciatori, ma tutto l’ambiente Juve, necessario per le vittorie conquistate e per quelle che verranno.

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