Cagliari, Conti: “Vogliamo tutti il bene della squadra”

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Campionato numero 13 in rossoblu, il secondo da capitano: il matrimonio tra Daniele Conti e il Cagliari sembra indissolubile. E quest’anno, fatti gli scongiuri di rito, il centrocampista romano potrebbe scrivere un’altra pagina della storia, scavalcando Mario Brugnera in vetta alla classifica delle presenze assolute. “Sarebbe il coronamento di un sogno”, dice Daniele. Ne è passata di acqua sotto i punti da quando, ventenne di belle speranze, approdò nell’isola, proveniente dalla Roma. Voleva liberarsi dell’ombrello protettivo rappresentato dal papà : c’è riuscito pienamente. “Ci tenevo a dimostrare il mio valore altrove. Quando mi guardo indietro, posso dirmi di essere soddisfatto di me stesso. Non sono scappato dinanzi alle difficoltà , le ho affrontate e superate. Qualcosa di buono credo di avere fatto”.

Conti è rimasto al Cagliari, nonostante le tante offerte ricevute negli anni, e le difficoltà  sorte nell’ultima stagione con gli allenatori, prima con Bisoli, poi con Donadoni. Storie vecchie. “Nel corso di un’annata agonistica, possono sorgere dei problemi. L’importante è confrontarsi e chiarirli. E’ accaduto così con il mister Donadoni, mi fa piacere che proprio lui abbia espresso un parere favorevole sulla mia permanenza al Cagliari. Siamo dalla stessa parte, entrambi vogliamo il bene della squadra e della Società “.

E’ tornato un vecchio amico, David Suazo, è arrivato una giovane promessa, El Kabir. “Suazo lo conosciamo bene, di El Kabir parlano tutti bene. Sicuramente aver conservato la stessa ossatura è un punto a nostro favore. Sono io che porto la fascia, ma al Cagliari siamo tutti capitani: la nostra forza è questa. Siamo un gruppo solido, composto da bravi ragazzi. La fascia così diventa un po’ più leggera”.

La squadra negli ultimi due anni ha seguito lo stesso copione: ottime prestazioni e salvezza ottenuta con largo anticipo, salvo poi sgonfiarsi nel finale. “Non mi do spiegazioni per questo rendimento. So bene invece quanto sia difficile salvarsi con dieci giornate di anticipo. L’esempio della Sampdoria deve farci riflettere”. Conti ribadisce il concetto: “L’obiettivo è sempre migliorarsi, ma il primo traguardo deve rimanere la salvezza. Una volta conquistata, si può pensare a qualcosa di più”.

Magari ritoccando il bottino dei gol personali. “Ne ho fatti sempre cinque negli ultimi anni. Spero almeno di ripetermi”.

Fonte | Cagliaricalcio.net

Redazione CalcioNews24
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