Cagliari, solo il Crotone prende più gol di te

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Dato a sorpresa per una delle più discusse – in chiave positiva – novità della Serie A: il Cagliari di Massimo Rastelli

Classifica alla mano è per certi versi la novità più altisonante del campionato italiano di Serie A 2016-17: se da Torino, Genoa – e volendo dall’esperto Chievo – ci si poteva attendere un determinato andamento, non di certo dalla neopromossa Cagliari. Settimo posto a ridosso delle grandi  con 13 punti e, per intenderci, avanti a realtà dalla portata che spetta riconoscere ad Inter e Fiorentina.

MIRACOLO? – Al momento non lo è. Si tratta, più banalmente ma così difficile da riscontare a certe dimensioni, di una squadra che osa: la proiezione di questo Cagliari è sempre quella attiva, nel senso di provare a proporre un determinato tipo di calcio offensivo, per creare difficoltà agli avversari e sorprenderli lì dove proprio non se lo sarebbero aspettato. Le altre due neopromosse – Pescara e Crotone – al netto dei tre punti regalati al Pescara per il caso Ragusa avrebbero totalizzato, sul campo, appena 5 punti in due. Meno della metà di quanto accumulato dai sardi: non è meramente una questione di organico, il Cagliari non ha costruito una rosa particolarmente strutturata. Ma di atteggiamento: il salto in A, complice probabilmente una tradizione differente, non ha spaventato gli uomini di Rastelli.

I DATI DELL’ATTACCO – Che se la giocano. Innanzitutto tra le mura amiche del Sant’Elia, ovviamente, un fortino in cui il Cagliari ha raccolto dieci dei suoi tredici punti al momento totalizzati: tre vittorie ed un pareggio nelle quattro gare disputate nel proprio impianto. La vittoria di Milano – contro un’Inter in piena crisi isterica – la ciliegina su una torta fatta di sostanza e coraggio. Attualmente in Serie A, più del Cagliari, hanno segnato (in ordine) le sole Roma, Juventus, Torino, Napoli, Milan e Lazio. Non a caso, con l’incomodo Chievo, le uniche squadre che precedono i sardi nel computo della classifica totale. Conta l’attacco, verrebbe da dire a chi invece – dati alla mano – ha sempre affermato come a decidere le sorti del campionato italiano sia essenzialmente la tenuta difensiva. E dunque la solidità dei suoi dati.

IMPIANTO CAPOVOLTO – Assolutamente no, se la valutazione viene parametrata sulla stagione del Cagliari. Stiamo ovviamente analizzando un lasso temporale ancora poco consistente in termini di significatività statistica, ma peggio della difesa del Cagliari ha fatto solo quella del debole Crotone. Gli uomini di Rastelli hanno infatti incassato la bellezza di 14 reti, come l’Udinese ed appunto meglio solo dei calabresi (18). La media spaventa: dovesse proseguire sul dato di 1.75 gol subito a partita, il Cagliari si ritroverebbe con una proiezione sull’intero torneo di ben 67 reti al passivo. Troppe per qualsiasi velleità. Al momento una congiunzione astrale fa sì che l’equilibrio regga e risulti sostenibile: parte di quanto appena asserito si ricollega al nostro incipit, la sensazione immediata che si ha quando si osserva giocare il Cagliari è quella di una squadra che osa. E dunque come conseguenza, quando i valori individuali non sono di elevatissimo spessore, ecco come si paga dazio in termini di equilibrio generale. Per la restante parte però si attende il lavoro di Rastelli: è la sua grande sfida, quella di conservare una squadra fresca e dinamica portando però i necessari accorgimenti alla tenuta difensiva. Per regalare al popolo sardo una stagione da applausi.

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