Juventus, la rottura con Bonucci? Tutta colpa… di uno sgabello!

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© foto Premium Sport

L’addio di calciomercato di Bonucci alla Juventus consumato nella notte di Oporto a febbraio. Il difensore avrebbe rotto con Allegri e la dirigenza già allora, poi la decisione di andare al Milan

Comprendere con precisione i motivi che hanno portato Leonardo Bonucci a dire addio alla Juventus è mission impossible. Certo, se nelle ultime ore il difensore bianconero sta chiudendo il proprio passaggio al Milan, così all’improvviso, senza colpo ferire, un motivo dovrà pur esserci. Tutto potrebbe partire dalla notte di Oporto e da uno sgabello, riporta La Stampa oggi. Bisogna però fare un passo indietro di parecchi mesi e tornare al 22 febbraio scorso. La Juve si gioca l’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Porto (vincerà poi per 2 a 0) sotto gli occhi di un imperterrito Bonucci, spedito in tribuna per volontà di Massimiliano Allegri. Pochi giorni prima il difensore e l’allenatore avevano litigato platealmente durante e dopo la partita vinta col Palermo. Bonucci avrebbe risposto male ad Allegri, infiammando un rapporto già teso. Il mister decide di punire il giocatore.

L’immagine di Bonucci in tribuna, poco distante dal direttore generale Beppe Marotta e dal vice-presidente Pavel Nedved, fa il giro d’Italia. Leonardo non solo viene punito e fatto accomodare ben lontano dalla squadra, ma addirittura su di uno sgabello preparato in fretta e furia per ospitarlo. Per lui, su quella tribuna, non c’era nemmeno posto…

Allegri e la profezia toppata su Bonucci: «Sarà leader»

Tutto il resto è storia. Dai retroscena di Cardiff, su cui si è detto tanto (leggi anche: Juve, addio Bonucci e Dani Alves: per i social è colpa di Cardiff) fino ai continui malumori degli ultimi tempi che avevano contraddistinto il rapporto con Allegri. Eppure lo stesso Allegri aveva provato a gettare benzina col fuoco qualche mese fa. Nel corso di una intervista, parlando proprio del rapporto con Bonucci, il mister ebbe a dire: «Leonardo è un giocatore straordinario. Soprattutto deve capire che sarà lui il futuro leader dello spogliatoio della Juventus». Una profezia toppata alla grande, visto come è andata a finire.

Alla fine, a pesare sulla decisione del difensore, una serie di fattori. Dalla difficile convivenza col proprio allenatore, alle difficoltà con la società bianconera (da cui forse si aspettava maggiori tutele). Tante fiammelle che hanno fatto scoppiare l’incendio.

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