Ancora Cardelli: «Addio ora, così non possono sostituirmi»

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La battaglia di Cardelli: l’esterno lascia la Lazio in polemica con la politica del club e del calcio italiano solo a mercato chiuso e ne spiega il motivo. Sulle accuse di razzismo: «Non ce l’ho con gli stranieri, ma…»

Non è ancora sopita la polemica relativo all’addio del giovane Filippo Cardelli alla Lazio Primavera. L’esterno l’altro giorno con un post polemico sui social aveva annunciato di voler lasciare il calcio italiano per le discriminazioni fatte dalle società nei confronti dei giocatori italiani non dotati di un contratto professionistico. Cardelli, non contento, ha pure rincarato la dose: «L’anno scorso mi sono fatto male in allenamento e ho riflettuto a lungo, venerdì ho deciso – le parole del 18enne a Il Corriere dello Sport . L’addio a mercato chiuso? Così non possono sostituirmi con uno straniero. Meglio un ’99 italiano fuori rosa, magari si rivela fenomenale. Non mi sento in colpa, tanti compagni sono stati mandati via senza preavviso. Come si dice? Occhio per occhio…».  Il futuro di Cardelli adesso sarà negli USA: penserà a studiare, poi proprio grazie a una borsa di studio giocherà in un college.

LAZIO, CARDELLI: «NON SONO RAZZISTA, MA…» – Secondo alcuni l’intervento di Cardelli è contro i giocatori stranieri è stato pregno di razzismo, ma lui precisa: «Non ce l’ho con gli stranieri, se sono forti ben vengano. Io parlo di chi va in panchina e toglie spazio agli italiani di valore. La strategia della Lazio spacca lo spogliatoio: non mi importa dei soldi, avrei giocato titolare. Viene privilegiato chi viene da fuori solo perché in possesso di un contratto, così si creano divisioni. Io non avevo le cure mediche, non potevo andare in palestra e mangiare a Formello». Cosa cambierà adesso nel calcio italiano? «Le leggende del calcio possono sfruttare il mio assist per cambiare le cose, hanno l’autorità per farlo».

Michele Ruotolo
Classe '88, capo-redattore e responsabile editoriale di Calcionews24. Spesso mi contraddico.
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