Caldara e un futuro (nero)azzurro: «L’Europa sarà un sogno»

caldara
© foto www.imagephotoagency.it

Pilastro dell’Atalanta di Gasperini e futuro della Juve, Mattia Caldara ha vissuto una stagione straordinaria: «Un altro anno a Bergamo? È la cosa giusta da fare»

La tanto agognata Europa alla fine è arrivata. Per qualche giornata si è persino sognata la Champions, ma l’Europa League rappresenta un ottimo premio per l’annata fantastica che ha vissuto l’Atalanta. Per di più, i bergamaschi non dovranno passare dai preliminari, ma vivranno la seconda competizione continentale direttamente dalla fase a gironi. E il merito di questo traguardo va anche a Mattia Caldara, intervistato da “Il Corriere dello Sport”: «Il pareggio contro il Milan ha diminuito la nostra felicità, ma siamo consapevoli di aver fatto una cavalcata che ci ha regalato matematicamente il ritorno in Europa. Vogliamo il quinto posto: ci manca un punto. A Empoli andremo a fare la nostra gara e portare a casa almeno un punto».

GASPERINI E LEICESTER – I paragoni Atalanta-Leicester sono stati soffocanti a un certo punto della stagione, ma è anche vero che quanto costruito ha dello straordinario: «Il Leicester ha fatto qualcosa di clamoroso, ma anche noi abbiamo scritto una pagina importante della storia del club». E pensare che prima della sfida con il Crotone nel girone d’andata l’Atalanta aveva appena tre punti in cinque gare: «Era difficile pensarlo, perché la stagione era iniziata male. Avevamo bisogno di tempo per capire ciò che voleva Gasperini, ma ci siamo riusciti». Gasperini è stato il motore fondamentale di questa cavalcata: «Ci ha trasmesso le motivazioni. Lui quest’anno non si è mai accontentato, neppure quando eravamo salvi. Era un anno da sfruttare al massimo e aveva ragione».

FUTURO TRA NAZIONALE E… JUVENTUS – L’Atalanta ha evitato le vertigini nonostante fosse composta prevalentemente da giovani: «In rosa abbiamo altri giocatori che hanno molte presenze in A e ci hanno aiutato a mantenere la testa sulle spalle. Diamo tutti il massimo in allenamento perché sappiamo che l’aspetto fisico conta molto per noi. I miei sette gol? Non l’avrei mai pensato. Anzi, non pensavo neanche di giocare così tanto, visto che è la mia prima vera stagione in A…». L’idolo è Nesta e con Caldara si parla anche il discorso Juve, legato inevitabilmente a quello nazionale: «I tre della Juve (Barzagli, Bonucci e Chiellini, ndr) sono i migliori difensori al mondo in questo momento per l’organizzazione che hanno e per le qualità individuali. Cosa ha in più la Juve? La voglia di vincere e non accontentarsi mai. Quando mi hanno cercato, non ci credevo: il mio procuratore me l’ha dovuto ripetere 2-3 volte perché capissi come stavano davvero le cose. Un’altra stagione all’Atalanta, però, è importante per farmi le ossa. Per ora penso all’Under 21, ma il Mondiale del 2018 è lontano. Ciò nonostante, lo definisco un sogno, non un obiettivo».

Condividi