Cannavaro pensa a Napoli: «Ci tornerò. Ora penso al Sassuolo»

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Paolo Cannavaro non è più il “fratello di”, al Sassuolo si è conquistato il suo posto nel mondo e adesso spera di continuare a giocare ancora. Nel futuro però c’è Napoli

Paolo Cannavaro si è tolto di dosso l’etichetta di “fratello di”, il difensore del Sassuolo ha lasciato alle spalle il dualismo con Fabio e adesso si prende tutti gli elogi del caso. Ad aiutarlo c’è stata l’esperienza al Napoli e la vittoria in Coppa Italia con a Juventus, inoltre adesso può raggiungere e superare Fabio in quanto a partite in Serie A, sono a 400 vs. 421 e nel giro di una stagione ci può essere il sorpasso. Per quanto concerne il ritiro dal calcio invece Paolo sembra non volerci pensare: «Giocherò altri due anni, allenarmi non mi ha mai annoiato». Cannavaro ricorda i tempi al Parma da ragazzo quando viveva con il fratello e veniva addestrato da lui in difesa, racconta pure un retroscena: quando Fabio gli diceva di calciare lontano la palla, Thuram lo rimproverava e gli chiedeva di giocarla, e viceversa. Paolo però porta Napoli nel cuore e sogna di tornarci a giocare anche se la sua famiglia si è stabilita a Sassuolo e i suoi figli Manuel e Adrian giocano in neroverde, come il nipote Cristian.

Paolo Cannavaro tra allenatori e giocatori

C’è spazio anche per i commenti sugli allenatori, in special modo Mazzarri e Di Francesco: «Uno difende a tre, l’altro a quattro. Ora mi trovo meglio a quattro ma ho fatto tanta esperienza. Sono simili e meticolosi. Benitez? Mi ha dato poche chance, è l’unico che non sono riuscito a convincere». A La Gazzetta dello Sport Cannavaro infine elogia Buffon e lo definisce il miglior giocatore che ha avuto a suo fianco, poi spende belle parole per Pellegrini e Acerbi e non solo: «Pellegrini ricorda il primo Hamsik, Acerbi non sbaglia una partita da due anni. Di Francesco via? L’erede dovrà avere le stesse motivazioni e dovrà trasmettercele. Il mio futuro? Tornerò a Napoli, è casa mia. Farò l’allenatore dei grandi».

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