Caso biglietti Juventus, Agnelli: «Vidi Dominello, niente minacce»

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Agnelli in antimafia ammette i contatti con Dominello ma esclude pressioni. Caso biglietti Juventus: le ultimissime notizie e gli aggiornamenti

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, è stato ascoltato in commissione Antimafia per l’ormai nota vicenda che lo vedrebbe protagonista: il numero uno avrebbe intrattenuto dei rapporti con Dominello, figlio di uno dei boss della ‘ndrangheta, per il bagarinaggio dei biglietti dello “Juventus Stadium” ma il presidente non era a conoscenza del ‘retaggio’ di Dominello. Quaranta minuti, a voce bassa e con tono fermo: questa la testimonianza del presidente bianconero. E’ bene ricordare che nessun dipendente bianconero è coinvolto nell’inchiesta “Alto Piemonte” ma la commissione ha sentito il bisogno di ascoltare Agnelli a causa dell’infiltrazione di Dominello nel bagarinaggio dei biglietti. Escluse pressioni mafiose, confermati una volta per tutti gli incontri con Rocco: il presi­dente avrebbe parlato di 4 o 5, sempre insieme agli altri capi ultrà, per questioni di organiz­zazione del tifo. In più, in un pa­io di occasioni, per festività di fine anno, assieme ai soli Fabio Germani e Alessandro D’Angelo (un ex ultrà e il security mana­ger del club). «Agnelli ha detto che non ci sono mai state pressioni mafiose su nessuna delle settecento persone all’interno della Juventus. Nonostante i continui contatti, dalla questura non sono arrivate mai informazioni sulla presunta appartenenza alla ‘ndrangheta di Dominello» hanno confermato gli avvocati di Dominello.

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