Cassano scarica la Sampdoria: «Provo indifferenza. Comanda Romei, non Ferrero»

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Antonio Cassano ha lasciato la Sampdoria ma non sembra esserne rimasto troppo amico, a giudicare dalle sue dichiarazioni su Ferrero e Romei. Questo e non solo nelle parole di Fantantonio!

Antonio Cassano è svincolato dopo l’addio alla Sampdoria, si è riposato negli ultimi mesi con la famiglia ma a breve tornerà. Sente di essere pronto anche se ammette di avere 4-5 chili in più, ma si allena ogni giorno a Lavagna e a breve chiederà all’Entella di poter sostenere qualche seduta con i giovani della squadra. L’ex doriano non chiude la porta a nessuno, anzi fa i nomi delle squadre che lo hanno cercato e in cui potrebbe andare a giocare: «Ho parlato con il Pescara di Zeman, il Palermo, il Crotone, l’Entella e anche il Verona ma non sono rientrato perché fisicamente non ero pronto. Si sono fatti avanti dall’estero ma voglio giocare in Italia. Mi stuzzicano Udinese, Bologna e Sassuolo, ma anche il Verona se salisse in A. Poi il Parma se passasse in B o l’Entella per fare qualcosa di storico». A Parma c’è stato con Roberto Donadoni, allenatore a cui adesso si sente in dovere di chiedere scusa dopo le offese dei mesi scorsi, tanto che Fantantonio ammette di aver sbagliato e che lavorerebbe di nuovo con lui. Fino al 28 febbraio si è allenato con la Primavera della Sampdoria e tuttora si sente coi giovani blucerchiati, ma alla Samp non è finita benissimo: «Qualcuno ha ritenuto fossi ingombrante, credo Giampaolo. Per la Sampdoria provo indifferenza. Non posso avercela con Ferrero, il vero presidente secondo me è Romei, litigai con lui dopo il derby e finì la mia avventura».

Cassano, il passato e il futuro

Il caso risale quasi a un anno fa, quando il Genoa vinse tre a zero con la Sampdoria e il barese e Romei si scontrarono nello spogliatoio. L’avvocato rimproverò ai giocatori di esser scesi in campo come se non avessero ricevuto lo stipendio e nacque il noto diverbio pesante con Cassano: «Mi aspettavo più solidarietà da parte dei miei compagni e dai tifosi. Sono rimasto in contatto solo con Ausilio, Fusco, Delneri, Palmieri e Fabrizio Preziosi. Sono persone straordinarie». L’attaccante si rivede in Insigne e anche un po’ in Schick, del quale dice di aver intuito i colpi già dalle prime giornate alla Sampdoria. Poi passa a consigliare a Totti di non mollare e di continuare a giocare anche se è dura rimanere in panchina, in seguito si sofferma su giocatori che reputa sopravvalutati e ne nomina tre: «Pogba non vale 120 milioni di euro, così come James Rodriguez non ottanta. Balotelli è un altro, lui come Pogba ha avuto la fortuna di trovare Raiola». Il calcio ha dato tanto a Cassano che adesso si gode la famiglia e ripensa alle cassante, vorrebbe cancellare la lite con Riccardo Garrone ma si dice contento di essere riuscito a chiedergli scusa. Infine a La Gazzetta dello Sport parla del suo futuro e di una specie di sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe fare il responsabile dell’area tecnica come Branca all’Inter. Vorrei fare da collante tra società, ds e squadra. Voglio avere l’ultima parola sui calciatori, di pallone me ne intendo».

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