Cobolli Gigli: «La Juventus deve essere da Champions. Su Tiago e Allegri…»

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Il parere sui sorteggi e sul cammino europero della Juve dell’ ex presidente bianconero

Ieri l’ urna di Montecarlo ci ha mostrato lo scacchiere delle 32 squadre che prenderanno parte alla fase a gironi della prossima Champions League. Dopo l’ eliminazione del Napoli contro l’ Atletico Bilbabo, il nostro calcio vedrà impegnate solamente due squadre, la Juventus e la Roma. I giallorossi sono chiamati all’ impresa, visto che se la dovrà vedere contro le corazzate Bayern Monaco e Manchester City, mentre per i Campioni d’ Italia l’ obbiettivo minimo sarà il passaggio del turno, grazie alla bontà del suo gruppo E. La redazione di Calcionews24.com ha contattato l’ ex presidente bianconero Cobolli Gigli, per avere un parere su quello che potrà essere il cammino in europa della squadra di Max  Allegri.

La Juventus incontrerà Atletico Madrid, Olympiacos e Malmö, come valuta questo sorteggio?
«Lo valuto nella stessa maniera di Marotta, un girone alla portata della Juventus sapendo che non bisogna commettere delle ingenuità, a partire dalla Svezia, come invece successe l’ anno scorso in Danimarca. La Juve però deve dimostrare di essere una squadra da Champions League, il suo girone è senza dubbio più semplice di altri. Più complicazioni le avrà la Roma, ma che ha affrontato il sorteggio con molto realismo. Le squadre italiane dovranno comunque dimostrare quello che sanno fare, dopo la debacle del Napoli, speriamo che sia i bianconeri che i giallorossi riescano a superare il turno».

Memori delle difficoltà avute l’anno scorso contro il Copenaghen, Malmö e Olympiacos potrebbero impensierire in qualche modo i bianconeri?
«La Juventus deve affrontare questa competizione, a partire dalla prima partita, con la grinta necessaria. L’ anno scorso abbiamo faticato perché non abbiamo disputato i primi match con la giusta determinazione, quest’ anno invece dovremo capitalizzare quello che è stato fatto la passata stagione e trarne insegnamento. A parte che il campo dell’ Olympiacos è un campo molto duro, nel senso che 33 mila spettatori saranno sulla testa dei giocatori per tutta quanta la partita, ma una grande squadra deve dimostrare di essere degna dell’ Europa».

Massimiliano Allegri ha portato il suo credo tattico, passando dalla classica difesa a tre vista nell’ era Conte a quella a quattro, sicuramente più europea. Secondo lei quanto potrà incidere la nuova idea di gioco del neo mister bianconero?
«Il nuovo tecnico ha un impegno non irrilevante, perché va a sostituire una personalità di grande carattere come Conte, che è riuscito a fare delle ottime cose in Italia, ma meno in Europa. Starà a lui far vedere quello che è capace di fare. Chiaro è che quando è arrivato i tifosi sono rimasti un po’ perplessi perché erano delusi dal fatto che Conte fosse andato via, adesso Allegri deve rimboccarsi le maniche e deve dimostrare di saper gestire la squadra. In questo primo mese si è trovato difronte ad alcune problematiche, tipo gli infortuni, partendo da Morata per finire a Pirlo, che sicuramente non lo aiutano».

La Juve incontrerà dunque l’ Atletico Madrid e si ritroverà davanti un’ ex bianconero, ovvero Tiago, che fu acquistato proprio durante la sua gestione. Ci può raccontare qualcosa su quell’ operazione, chi lo volle e come mai il ragazzo non riuscì ad imporsi a Torino.
«Lo vollero sia l’ allenatore sia la persona che seguiva la campagna acquisti che era Blanc assieme a Secco. Il giocatore era dal punto di vista umano una bellissima persona, ma una serie di complicazioni fisiche lo portarono un po’ a deprimersi, ma fu sempre sostenuto dall’ allenatore e da tutta la squadra. Eravamo convinti che fosse un giocatore di classe, ahimè non lo dimostrò nella Juventus, ma lo sta facendo nell’ Atletico Madrid. Certamente Tiiago è diventato una bandiera importate dei Colchoneros. Accadde in maniera speculare la stessa cosa a Diego. Quando lo prendemmo per noi era una grande speranza, quasi una certezza, ma anche lui si perse un pochino».

Loris Cipollini

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