Raimondi: «Atalanta società seria. Io capitano e tifoso»

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L’Atalanta young & free ha pure un capitano classe 1981, ma ancora giovanissimo dentro: è Cristian Raimondi, che se non fosse stato calciatore avrebbe tifato la Dea dalla curva

Si parla tanto dell’Atalanta dei giovani, ma il capitano è un “ragazzo” di trentacinque anni che risponde al nome di Cristian Raimondi. Elogiato anche da Gian Piero Gasperini, il leader dell’Atalanta fa parte del gruppetto di giocatori esperti che sta aiutando i giovani a inserirsi e la Dea a volare dopo un inizio difficile. Un inizio da incubo retrocessione, pensa Raimondi: «Dopo AtalantaPalermo pensavo alla Serie B, ma avevo fiducia in Gasperini. Qui non manca nulla, la società è seria e organizzata e il tifo ci dà sempre una mano». Anche se gioca poco, Raimondi si sente ovviamente parte integrante di questa squadra e sa che i meriti sono da condividere con la famiglia Percassi e con mister Gasperini, oltre che con i giovani, definiti da CR77 la vera forza dell’Atalanta.

CAPITANO TIFOSO – «Non è facile star fuori ma vogliamo il massimo per l’Atalanta, mi piace immedesimarmi nell’allenatore e anche seguire i giovani, hanno bisogno di esempi positivi» prosegue Raimondi, secondo cui l’equilibrio in uno spogliatoio è fondamentale e bisogna remare tutti dalla stessa parte onde evitare confusione e spaccature. Per il futuro l’esterno non ha intenzione di lasciare, finché si sente bene vuole continuare a giocare: «Poi l’idea è insegnare calcio e atalantismo ai giovani». Raimondi è cresciuto nell’Atalanta ed è tornato a casa dopo un lungo girovagare, adesso si gode questa Dea in zona Europa e pure la fascia da capitano, come afferma a La Gazzetta dello Sport: «Per me è un onore. Ricordo a memoria tutti i capitani dell’Atalanta da quando sono bambino. E se non fossi un giocatore, sarei in curva a tifare».

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