Dioussé: «L’Empoli è come una famiglia»

25
dioussè
© foto www.imagephotoagency.it

Dioussé si è raccontato: dal suo arrivo in Italia all’Empoli, una famiglia calcistica e non solo per lui

Assane Dioussé si sta ritagliando il suo posto nell’Empoli. La strada è stata lunga per lui, senegalese arrivato in Italia 2010 e oggi centrocampista tra i punti fermi della squadra azzurra. Sempre un sorriso e un italiano che ormai parla bene: «Per me è stato fondamentale Nino La Rocca, – tutor che l’Empoli gli affiancò ai tempi delle giovanili – è stato come un padre» ha riferito a Sky Sport. La squadra toscana è stata come una famiglia per lui, e le attenzioni delle grandi squadre non lo distraggono: «Fa piacere, ma quando arriverà il momento me lo godrò, per ora non lo chiedo neanche al mio procuratore».                                                                                                               IL MERITO DEL ‘BABBO’ – E’ stato proprio il padre di Dioussé, Mombay, venditore di gioielli artigianali al mercato di Lido Di Camaiore, a portarlo in Italia: «Tutti in Senegal gli dicevano di portarmi in Italia, dove un pò di tempo mi notò un osservatore dell’Empoli». Nella squadra azzurra sta trovando continuità con Martusciello, ma anche Sarri ha influito nella sua crescita, chiamandolo per la prima volta ad allenarsi nella prima squadra, «un allenatore che mi ha aiutato tanto», come dichiarato. E poi un pensiero a Saponara, il compagno di squadra che gli ha trasmesso di più.                                                  SOGNO SENEGALDioussé non ha certo dimenticato le proprie origini africane, e porta il suo Senegal nel cuore, con un sogno chiamato Nazionale: «Non penso che mi chiamino per la Coppa d’Africa, non mi hanno chiamato per le qualificazioni e forse non sarebbe giusto per gli altri. Ho tanto da lavorare per arrivarci».

Condividi