Guariniello torna all’attacco: «Juventus dopata: quella fu frode» – VIDEO

raffaele guariniello
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Doping Juventus: il magistrato che fu titolare delle inchieste, Raffaele Guariniello, torna ad accusare i bianconeri e l’ex difensore Paolo Montero. Le sue parole e il video

Di anni ne sono passati parecchi dall’inchiesta che fece tremare il mondo Juventus: era il 1994 quando per la prima volta la Procura di Torino cominciò ad indagare sulle accuse di doping che circolavano intorno ai bianconeri (lanciate ad alta voce, per la prima volta, da Zdenek Zeman). A portare avanti diversi filoni di inchiesta, almeno fino al 1998, fu Raffaele Guariniello, allora pubblico ministero proprio nel capoluogo piemontese, incaricato dell’accusa: ne nacque un processo da cui la Juventus non fu assolta, ma mai condannata per insufficienza di prove in parte e prescrizione dei termini soprattutto. Guariniello oggi torna alla carica: «Noi facciamo l’errore di molti politici: trasformiamo la prescrizione in assoluzione: sì, quella è stata dichiarata, ma poi la Cassazione ha detto una cosa molto importante – le parole del magistrato a “Un giorno da pecora”, su Rai Radio 1 . Cosa? Che il fatto era reato, ma era semplicemente prescritto. La Cassazione ha detto che quella era frode sportiva». Dunque, secondo Guariniello, in verità la Juventus era colpevole, semplicemente però mai condannata per l’uso di sostanze vietate dal regolamento sportivo.

Doping Juventus, Guariniello: «Montero faceva il duro, ma…». Il video

Al processo contro la Juventus, che all’epoca fece molto rumore (ed andò avanti fino ai primi anni del 2000) furono chiamati a testimoniare tantissimi giocatori, molti di loro però non parlarono o dissero di non ricordare che sostanze avevano utilizzato in precedenza in bianconero. Tra questi Paolo Montero, ex difensore uruguaiano della Juve (attuale tecnico del Rosario Central, in Argentina), famoso per il proprio carattere duro in campo ed i propri modi brutali, che però non tacque di fronte al pressing dell’accusa in tribunale. «C’era un giocatore molto duro, tale Montero, che disse al giudice: “Non si potrebbe andare solo noi due in una camera riservata?” – aggiunge Guariniello – . Alla fine quel processo è finito così, con la prescrizione, per tutti la Juventus è stata assolta».

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