Emiliano Mondonico, il ribelle del calcio

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© foto www.imagephotoagency.it

La storia di Emiliano Mondonico, il ribelle del calcio

La storia della sedia di Emiliano Mondonico, devo ammetterlo, non la conoscevo nemmeno io. L’avevo completamente rimossa dalla mia mente. Chi me l’ha fatta tornare in memoria è stata mio fratello che, ospite in una puntata del podcast che curo con Suhan e Daniel Knight, l’ha ricordata menzionandola come una delle immagini più rappresentative del calcio italiano degli anni ’90. Qualche mese dopo, nel pieno del caldo estivo, in una stagione dove ad onor del vero il beltempo si è visto poco, quando nei social impazzava la moda dell’Ice Bucket Challenge, campagna virale in cui VIP o pseudo tali si rovesciavano secchiate d’acqua gelida in testa per sensibilizzare al dramma della SLA, al mio collaboratore Dan è venuta un’idea geniale. Perché non proporre noi una sfida al mondo dei social e dar vita ad una nostra campagna virale? Ha pubblicato quindi un video in cui alzava una sedia al cielo e chiedeva che fosse data una panchina europea ad Emiliano Mondonico in modo da fargli scontare quella giornata di squalifica comminatagli 22 anni fa nella finale di Coppa UEFA contro l’Ajax.

Come accade per le cose più belle e meglio riuscite, questo gioco si è trasformato in una cosa più grande di noi ed in poche settimane, da una ristretta schiera di amici, l’invito è stato accolto da decine di ragazze e ragazzi che sul web sollevavano sedie e chiedevano la stessa cosa. La Mondonico Challenge, sorretta dall’esoterico hashtag #redimiamoilmondo, salpata da una “churrascaria” di Londra e passata da uno studio di Saronno e dalla redazione di calciomercato.com è approdata a Torino dove è stata sostenuta da Fabio Milano, capo-redattore de iltoro.it e a Rivolta d’Adda dove ha incuriosito addirittura la figlia del grande mister Emiliano. Io ho colto la palla al balzo e ho pensato subito di invitare Mondonico in una delle puntate che stavamo preparando per il nostro podcast che avrebbe avuto per tema il problema del doping nello sport. Il mister Mondonico immediatamente risposto con un’estrema disponibilità ed umiltà al mio invito dimostrando grande interesse nell’aprirsi a persone più giovani e a parlare dei problemi che attanagliano il mondo del calcio.

Avere l’opportunità di porre delle domande e conversare con un uomo come Mondonico è stata una delle esperienze più formative della mia vita. Le parole di Mondonico sono state semplici, ma mai banali, la testimonianza di un uomo che ha vissuto di sport e che ha cercato di trasmettere a chi ha allenato l’importanza della lealtà e del rispetto delle regole e dell’avversario più della vittoria personale. Quello che ho capito di Mondonico è che è un vero anticonformista, uno che non ha bisogno di cedere alle tendenze del calcio di oggi tutto sponsor e rotocalchi  per avere una panchina a tutti i costi, un vero ribelle non intenzionato a cedere ai propri valori e principi e che crede che il primo obiettivo dello sport sia appunto quello di divulgarli. Ha dato, senza mezzi termini, del pirla a chi si dopa, ha fatto capire quanto sia importante il sacrificio e la fatica per ottenere ciò che si vuole, ha detto che non c’è bisogno di seguire per forza il branco quando questo sta andando dalla parte sbagliata. Credo che ascoltare la testimonianza di Mondonico sia molto utile a tutti quelli che amano il calcio e lo sport nella loro forma più autentica.

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