Fantacalcio, i tratti tipici dell’allenatore. Che tipo di fantallenatore sei?

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Il Fantacalcio come ragione di vita. Noi fantallenatori ci riconosciamo a vicenda. Guardiamo il calcio da un punto di vista che è solo nostro, che va oltre la fede professata. E voi, che tipo di fantallenatori siete?

A meno che il Fantacalcio voi non lo facciate da soli, per la vostra gloria personale, chiunque lo faccia all’interno di un gruppo variegato ha a che fare con i soggetti più strani che il mondo ha messo su questo globo terraqueo. Chi si dedica da anni al Fantacalcio, come culto, è a conoscenza che ogni gruppo ha le sue personalità: ma i tratti somatici ricorrenti, come li avrete già visti elencati ovunque, sono più o meno sempre gli stessi. Alcuni tengono un basso profilo, molti fanno proclami di vittoria, ci sono quelli chiamati per tappare le defezioni dell’ultima ora, quelli che fanno l’asta per terze persone (spesso dei poveri ignari del fatto che siano stati tirati in mezzo). Poi ci sono i fantallenatori navigati, quelli che arrivano all’asta preparati e scaltri: questa categoria però ha delle divisioni ulteriori, perché anche tra i più navigati c’è sempre quello che ogni anno compra il giocatore rivelazione, il capocannoniere inaspettato, poi quello che cerca di tenersi tutti i soldi per l’attacco e fa il rabbino, in contrasto con quello che «tanto è noto che vince chi ha il centrocampo che segna» e all’attacco arriva coi buoni pasto. E poi lo sfigato, quello che il Karma ha deciso che non è il suo anno. Andiamo a vederli nel dettaglio.

IL POLEMICO PARANOICO – Ammettetelo: nel vostro gruppo c’è quello che crede nella teoria del complotto. O meglio, che sostiene di avere tutti gli altri fantallenatori alleati contro per farlo perdere. No, sgomberiamo il campo: non sto parlando di quelli che all’asta rialzano i giocatori che sono ambiti (perché son feticci o irrinunciabili) dall’allenatore di turno. Al massimo quelli possiamo definirli una manica di stronzi. Il polemico paranoico è quello che va a controllare che tutte le formazioni siano state date in tempo, è quello che si fa mandare la formazione dell’avversario e si rifà i conti. Poi fa anche quelli degli altri scontri, ovviamente. È quello che, se si accorge di anomalie nei giocatori schierati in panchina dall’avversario del primo in classifica, grida subito alla combine. È quello che presenta il ricorso del ricorso contro la decisione presa dal gruppo, perché sono tutte decisioni a suo sfavore. Insomma, all’asta il polemico paranoico non è un problema. Anzi. Di solito fa il suo gioco, silenziosamente, non lo noti nemmeno. Non fosse che già dalla prima giornata comincia a stalkerare via messaggi, chiamate, chat varie il capo di Lega per informarsi se le formazioni sono state tutte consegnate e sono tutte regolari, per non parlare poi di quando trova delle sviste nei calcoli. Insomma, il classico “simpatico” rompipalle.

IL FUMATORE – Oppure al plurale, perché spesso succede che in gruppo ci siano più persone dedite al tabagismo. In caso di asta all’aria aperta, nessun problema. Il fumatore si consuma il suo pacchetto da venti, regalando fumo passivo a chi gli sta accanto. Se invece, per chi come me, fa l’asta in casa spesso di un non fumatore, la questione si complica. Il fumatore è quello che fa ritardare l’asta di cronici dieci minuti. Gliela concederete  la sua sigaretta, pare brutto non farlo. Mette fretta a chi gestisce affinché s’inizi a leggere la lista. Prima si inizia, prima potrà andare sul terrazzo del proprietario di casa ad accendersi la sigaretta. Se per l’estremo difensore non è un problema: lista corta, lettura veloce, pausa vicina. Quando si arriva all’asta dei difensori e dei centrocampisti il problema si fa complicato. Alla lettera B, il nostro soggetto accusa già i primi accenni di nervosismo. Segue proposta di farla in luogo pubblico, aperto ai fumatori, meglio ancora all’aperto proprio, ma non mette mai a disposizione casa sua. Alla C ha già comprato la metà dei giocatori a disposizione, affermando che tanto è importante avere un attacco forte. Probabilmente ha speso massimo 3 crediti per ognuno. Se arriva a sentire i nomi dopo la F è un miracolo. Molto apprezzato da tutti, per il fatto di togliersi di mezzo dopo neanche metà elenco, viene dileggiato solo in caso in cui abbandoni l’asta a metà lettura dicendo: «Tanto quelli che mi interessano sono dopo la M». Visto che poi qualcuno dovrà andarlo a recuperare al momento opportuno.

IL NUOVO (O IL POLLO), IL TAPPABUCO E L’IGNARO – Il ragazzo nuovo coincide spesso con il “Pollo”. Non conosce le dinamiche del gruppo, vuole inserirsi senza finire con le mani in faccia di qualcuno, è timido pure nei rialzi. A meno che non venga da anni di fantacalcio in altri contesti delinquenziali, allora meglio tenerlo alla larga. Il nuovo, novizio del gioco, segue il calcio e sa almeno chi gioca titolare e in quali squadre. Arriva con la pagina della Gazzetta dello Sport dove c’è la lista aggiornata e con quella delle probabili formazioni. Si è segnato qualche nome, ma andrà a braccio seguendo il sentimento. Nella foga, il nuovo, potrebbe anche rilanciare sulla sua stessa offerta, per paura che qualcuno gli porti via il suo giocatore pupillo.

Il tappabuco, come dice la parola stessa, è quello che quella sera non aveva nulla da fare ed è stato invitato. Spesso gli viene data in mano una lista con dei nomi, lista fornita da un altro allenatore che per i più vari motivi non è potuto intervenire. Il destino di costui è in mano ad un soggetto che, se va bene ha la licenza media e segue sporadicamente il calcio, se va male si può parlare di circonvenzione di incapace. Il tappabuchi non è detto sappia come funziona un’asta, spesso sono le fidanzate (brave, ma future ex) dei fantallentori che si prestano a “coprire” l’assente di turno. Non ne hanno voglia, ma lo fanno per amore. Se son amici, probabilmente gli è stata promessa in cambio della birra gratis. Si dimenticano di segnare i nomi per i quali hanno offerto, al di fuori della lista se è poco dettagliata, comprano per simpatia (e saranno simpatiche le bestemmie di quello che ha dato mandato e si trova una riserva delle riserve in rosa) e spesso si chiedono se i giocatori tipo Maldini, Nesta e Cannavaro giocano ancora. E ci rimangono male quando scoprono che non possono più comprare Ballotta come portiere.

L’ignaro è ancora peggio del tappabuchi: spesso è una persona che chi organizza ha conosciuto, sotto i postumi dell’alcol, in un postribolo. Di solito così: «Ciao, tu lo segui il calcio?», risposta del soggetto ignaro ma già con una cisterna di birra in corpo: «Sì, ma non vado allo stadio». L’organizzatore non ha minimamente seguito: «Dammi il tuo numero che così ti invito a fare il fantacalcio». Di solito questo soggetto non è presente all’asta e vede recapitarsi via messaggio dall’organizzatore la rosa. Non sa nulla, capisce a stento le spiegazioni su come dare la formazione (che non darà mai) e passa la prima mezz’ora a cercare di ricordarsi come è finito in quella situazione. A volte si toglie pure dalle chat a cui è stato aggiunto. A quel punto l’organizzatore viene dileggiato, ma la sua giustificazione è sempre la stessa: «La prossima volta l’ottavo lo portate voi».

Continua…

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