Freuler, Atalanta: «Nazionale? Che gioia, ma devo fare bene qui»

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Remo Freuler, centrocampista dell’Atalanta si è concesso ad un’interessantissima intervista in cui ha parlato della Dea, del suo momento personale e della Svizzera

Remo Freuler, centrocampista dell’Atalanta, che tanto bene sta figurando con la maglia della Dea, si è concesso ai microfoni parlando dell’attuale momento della squadra bergamasca, ma anche del suo personale miglioramento che lo ha portato ad essere pre-convocato, dall’ex tecnico della Lazio, ora ct della Svizzera, Vladimir Petkovic.

LE DICHIARAZIONI:  Queste le dichiarazioni rilasciate a L’eco di Bergamo: «Sono davvero contento di essere venuto all’Atalanta. Adesso credo che Bergamo stia conoscendo bene Freuler e spero che si possa crescere insieme al club. Ho puntato molto sulla preparazione estiva con la squadra, per me è stata decisiva per farmi apprezzare e conoscere meglio i compagni». Se inizialmente gli veniva offerto poco spazio dal mister Gian Piero Gasperini, oggi il 24enne svizzero è un punto fermo dei nerazzurri:«Ad agosto andavo in tribuna. Ma serve tempo per trovare la giusta sintonia, e ora credo di averla trovata lavorando duro ogni giorno. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento e per questo ho cercato di farmi trovare pronto».

FREULER RIMANE UMILE: Il classe ’92 non si siede comunque sugli allori, e non crede di essere un titolare inamovibile: «Nelle ultime partite ho giocato, ma nessuno può prevedere il futuro. Io mi alleno ogni giorno al massimo per avere un posto in campo la domenica. E mai smetterò di farlo». Ha poi proseguito:«Il mio obiettivo è fare bene qui e giocare con continuità con l’Atalanta. Il mercato non mi interessa. So che se non faccio ogni giorno il massimo rimango fuori». Le prestazioni del centrocampista non sono rimaste inosservate. Il ct svizzero Petkovic ha infatti deciso di preconvocarlo in vista dei prossimi appuntamenti della Nazionale: «La convocazione sembra un sogno, un premio. Domenica 13 novembre c’è Svizzera-Far Oer a Lucerna, la città dove ho giocato due anni».

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