Gasperini: «Ero quasi fuori, ora mi vivo il momento»

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Questa Atalanta (che non è il nuovo Leicester) stuzzica Gian Piero Gasperini, il quale non vuole fare proclami e ripensa a quando era quasi esonerato

Gian Piero Gasperini si gode la sua Atalanta, autentica sorpresa della Serie A. Il tecnico della Dea racconta di aver lasciato il cuore a Genova ma di essersene andato per una serie di mugugni che avvelenavano i momenti migliori; ora a Bergamo vede i giovani sognare la maglia nerazzurra e ha un ambiente sereno, è stato accolto da trionfatore dopo la vittoria di Bologna anche se fino a qualche settimana prima tutto era diverso: «Ero quasi fuori dopo il ko col Palermo, ma lì ho rotto gli indugi e ho messo in atto il mio progetto». Secondo Gasp venticinque punti in nove gare sono inimmaginabili e eclatanti oltre a essere meritati e adesso guarda avanti: «Non ci lasciamo trascinare da obiettivi, viviamo la quotidianità».

GASPERINI E L’ATALANTA – L’Atalanta non è il nuovo Leicester, lo ripete Gasperini, si tratta di due squadre accomunate solo dal fattore sorpresa ma diversissime in tutto (esperienza, contesto, disponibilità economica), anche se un pensierino a spodestare la Juventus lo fa, ma con molto realismo: «Loro sono più forti in tutto, sono i favoriti. Dobbiamo fare bene e sperare nei loro sbagli». Si parla anche del calciomercato di gennaio perché Mattia Caldara e Franck Kessié sono nel mirino delle big italiane e estere e l’allenatore atalantino li ritiene già pronti, anche se li terrebbe volentieri un altro anno. Gasp è nato calcisticamente alla Juve ma è stato vicinissimo al Torino, come racconta a Tuttosport: «C’era sintonia con Cairo e Petrachi, mi sarebbe piaciuto affrontare quella sfida ma il mio passato juventino forse era lo scoglio più grosso».

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