Orban: «Dalla paralisi ad una seconda vita»

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Il difensore del Genoa Lucas Orban si racconta: tra incidenti, lieti fini e seconde vite

Lucas Orban è uno degli ultimi arrivati in casa Genoa, che lo ha prelevato dal Valencia nelle ultime ore di calciomercato. Una carriera, quella da calciatore, che segue uno degli episodi più significativi della vita dell’argentino, del 2007: «Stavo uscendo con un amico da un locale. C’è stata una rissa e qualcuno mi ha colpito, cadendo ho battuto la testa contro una scala: due vertebre lesionate e un ematoma cerebrale. A 19 anni, mi sono svegliato in una stanza di ospedale, nel letto senza più riuscire a muovere le mani e le gambe». Un epilogo non tragico per fortuna, prosegue Orban a Il Secolo XIX: «Ho passato due mesi in clinica, quattro mesi a casa, non potevo muovermi e mi spugnavano per evitare le piaghe. Ma poi è iniziata la mia seconda vita, c’è stato un clic nella mia testa».

PENSO PRIMA AGLI ALTRI«Quel periodo mi ha insegnato cose che prima davo per scontate, a cui non attribuivo l’importanza che meritano. E’ cambiato il punto di vita, il focus. Soffrivo per i miei familiari e chi mi stava vicino, più che per me. Lì, ho iniziato a pensare primariamente agli altri». Infine, una battuta sul Genoa e la sua nuova esperienza in rossoblu: «Sono qui da poco, ma sono contento dell’impatto. C’è un grande gruppo, mi ha subito fatto sentire inserito: per me è fondamentale. E mi piace come giochiamo, mi trovo bene a 3 in difesa portando la pressione. Possiamo ottenere molto. Io sono pronto a dare tutto per gli altri».

Massimo Balsamo
Giornalista fieramente del Nord. Il pareggio non esiste.
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