Icardi: «Abbiamo tanti leader, io penso a far gol»

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Le parole di Mauro Icardi, attaccante dell’Inter, alla vigilia della sfida in Europa League contro l’Hapoel Beer Sheva. Le sue dichiarazioni

La conferenza stampa di Mauro Icardi, attaccante dell’Inter, intervenuto insieme a Frank de Boer, per presentare il match con l’Hapoel Beer Sheva: «Abbiamo tanti leader nella nostra squadra. A volte si dice che io da capitano debba fare il leader ma siamo in tanti a fare i leader, a comandare per portare il gruppo dove vogliamo tutti. Io sono un attaccante e faccio i gol, il mio lavoro, ma questo non vuol dire che mi porto la squadra sulle spalle, lavoriamo in 11 in campo più i 3 che entrano, poi ognuno ha le sue responsabilità in campo e fa il massimo. Nazionale? Se ne parla troppo. E’ il ct che decide. In Nazionale ha giocato Pratto, forse non è molto conosciuto ma ha fatto molto bene dove ha giocato sempre. Non penso che sia il gruppo a decidere, penso siano cose dell’allenatore. L’anno scorso ho fatto il mio, potevo fare anche meglio, ma quest’anno spero di migliorare ancora per convincere l’allenatore, che è quello che fa le scelte».

LA CLAUSOLA – «Higuain? Credo che valga i 90 milioni spesi dalla Juventus in estate perché ha fatto 36 gol in Italia e secondo me li vale. Il mio prezzo lo decide la mia società, se vediamo Messi ha una clausola da 250 milioni e nessuna squadra può pagare quel prezzo e la mia, se supererà i 100 milioni vediamo, lo decide la società. Io sono contento all’Inter e darò il massimo. Io faccio gol ma con i gol viene premiato il lavoro dei miei compagni e anche dello staff. Io non devo caricarmi l’Inter sulle spalle. Siamo in tanti e tutti dobbiamo dare il nostro contributo. Nel calcio si parla di gol e io sono quello che deve farli ma una squadra si costruisce sulla base di tutti. Moduli? Io mi trovo bene con il 4-2-3-1 perché ci sono dei giocatori con qualità che riescono a mandarmi in porta. Nella prima partita abbiamo giocato con il 3-5-2 che non utilizzavamo da quando c’era Mazzarri ma il mister l’ha voluto provare e si è visto che era da un po’ di tempo che non si provava quel modulo. Siamo tornati al 4-2-3-1, un modulo utilizzato da Mancini, e ci siamo trovati bene. Io non sono l’allenatore ma mi trovo bene in quel modulo. Paragone con Ronaldo? Non esiste perché lui è stato il miglior attaccante della storia del calcio ma vorrei anch’io alzare più di un trofeo con l’Inter. Juventus? Non ci pensiamo».

Antonio Parrotto
Giornalista sportivo. Non vendo sogni ma solide news. E anche panini, birre e patatine.
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