Il business plan di Li Yonghong: così nasce il nuovo Milan

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Il Milan, da qualche giorno ormai, è di proprietà di Li Yonghong, quest’ultimo ha tutte le intenzioni di trattenere i migliori calciatori in rosa e di investire sul mercato

Di Silvio Berlusconi la stampa sapeva tutto, di Li Yonghong meno. E se, per qualcuno, questo passaggio di proprietà è una svolta fondamentale per il Milan, qualcun altro insinua qualche dubbio legato soprattutto all’origine della componente economica che ha portato al closing. La Gazzetta dello Sport scrive che la cordata cinese ha acquisito le quote societarie del club rossonero grazie al prestito, da 303 milioni di euro, ottenuto da Elliott, fondo di investimento americano. Da qui nascono gli interrogativi: come farà Li Yonghong a restituire la cifra? Che ruolo avrà Elliott? 180 milioni sono stati destinati al closing, 73 alle banche e 50 per lo sviluppo stesso del club. La cordata cinese ha convinto, dunque, il fondo con un business plan atto a non depauperare il valore del club stesso, anzi ad investire. Quindi il prestito non sarà restituito con i soldi intascati attraverso le cessioni di Donnarumma&Co. Li Yonghong dovrà saldare il prestito entro, e non oltre, 18 mesi, in un’unica soluzione, altrimenti le quote del club finirebbero nelle mani di Elliott che poi le rivenderebbe.

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