Il talento che acceca: Leonardo Morosini

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Trequartista classe 1995, Morosini è già pronto per il salto di qualità

Leonardo Morosini il calcio lo ha nel sangue dalla nascita. Talento cristallino del Brescia, Morosini ha come bisnonno Giuseppe Barcella, centrocampista che ha giocato per Atalanta e Brescia tra il 1930 e il 1940, per non parlare dello zio Ezio, anche lui cresciuto all’ombra del club di Bergamo. Adesso Morosini non è l’unico a giocare a calcio: anche il fratello Tommaso pratica lo stesso sport, con la stessa passione, vestendo la maglia del Savona. Gioiellino da preservare, Morosini ha solo 19 anni, 20 il prossimo ottobre, ma ha tante cose da raccontare. Leonardo è un tifoso dell’Inter da sempre, e può già affermare di aver vestito la maglia della sua squadra del cuore. Morosini inizia infatti a giocare a calcio nelle giovanili dell’Inter, club con cui arriva fino ai Giovanissimi, mettendosi in mostra a più riprese. Le sue prodezze tra gli Esordienti sono già cosa nota: 18 reti in campionato, e finale raggiunta nel Mondiale per club di categoria, poi perso ai rigori contro il Valencia.  Morosini però si mette in mostra: tripletta in semifinale contro il Benfica, una segnatura anche in finale. Le prime difficoltà arrivano però quando Morosini viene aggregato ai Giovanissimi: i dirigenti dell’Inter lo credono troppo minuto, e decidono di cederlo. E’ l’Albinoleffe il club che si fa trovare pronto, e rileva l’attaccante in men che non si dica.

IL TALENTO ED IL MENTORE – Morosini oggi è un trequartista molto tecnico, che predilige gli assist per i compagni, e che riesce a disegnare parabole perfette sui calci piazzati. Ma Leonardo non ha sempre giocato a ridosso dell’area di rigore, per non dire in area di rigore, vista la sua propensione agli inserimenti: inizialmente il ragazzo giocava da mediano, ‘alla Pirlo’, per intenderci, visto il suo piede sensibile. A far cambiare ruolo al ragazzo ci ha pensato Ivan Javorcic, tecnico della Primavera del Brescia tra il 2012 ed il 2014. Ma andiamo con ordine. Morosini arriva al Brescia dopo la deludente esperienza con l’Albinoleffe. La svolta arriva durante un torneo giocato in Svizzera, quando il ragazzo viene notato dal Fulham. Sono le Rondinelle però ad anticipare la concorrenza del club inglese, grazie alla sapienza di Nazario Gatti, storico e competente osservatore del Brescia, colui che scoprì Hamsik. Morosini si accasa dunque al Brescia, dove segna 12 gol con i Giovanissimi, e dove si guadagna anche la fascia di capitano giocano con gli Allievi. Dicevamo di Javorcic. Lanciato in Primavera da Roberto Galletti, è col tecnico croato che Morosini trova l’intesa: è Javorcic che decide di spostarlo venti metri più avanti, per mettere la sua tecnica al servizio delle punte. Il ragazzo accetta, dà la sua disponibilità, e la scelta non potrebbe essere più azzeccata. Sulla trequarti Morosini può esprimere tutto il suo talento: il dribbling e la visione di gioco gli permettono di fornire assist pregevoli ai compagni, la tecnica di finalizzare. Sono due le reti in 22 presenze alla prima stagione sotto la guida di Javorcic, segnature che poi diventeranno 8 in 22 apparizioni, quando il cambio di ruolo è ormai definitivo.

IL DEBUTTO – La sapienza di Javorcic giova, e anche tanto, a Morosini. Anche in Prima Squadra si accorgono di lui, e la prima convocazione per il primo turno di Coppa Italia contro il Verona è solo una formalità. Morosini gioca 120 minuti contro gli scaligeri (partita vinta dal Brescia ai rigori), e giocherà anche il secondo turno contro l’Udinese e gli ottavi poi persi contro il Milan. In Serie B il ragazzo fa il suo debutto alla fine della stagione scorsa: è il 10 maggio 2014 quando Gagliardi decide di concedergli un quarto d’ora contro la Reggina. Per la prima rete tra i cadetti bisogna attendere due settimane, ovvero la partita contro la Juve Stabia: Morosini segna il 3-0 per le Rondinelle con un destro dal limite che si infila nell’angolino. Ovviamente, sempre partendo dalla trequarti. In questa stagione Morosini ha collezionato 23 presenze e segnato una sola rete, contro il Bologna: il ragazzo è sceso in campo soprattutto durante la prima parte di stagione, con i vari Iaconi, Giunta e lo stesso Javorcic in panchina. Con l’arrivo di Calori la solfa è cambiata: Morosini ha scaldato più i seggiolini della tribuna rispetto a quelli della panchina, e questo è un peccato, perché magari il tecnico delle Rondinelle avrebbe preso qualche punto in più con la qualità di Morosini in campo. Adesso, col Brescia retrocesso in Lega Pro, per il ragazzo si prospettano diverse strade: Atalanta, Lazio e Sassuolo sembrano interessate al suo cartellino, giusto per poi girarlo a qualche altra società di Serie B e far maturare quello che sembra essere già un giocatore pronto per la Serie A. Per giocare tra i grandi, però, c’è bisogno di un po’ di esperienza in più, quella che Morosini di sicuro farà durante la prossima stagione. Il futuro è segnato, il palco della Serie A attende Morosini, ma non dovrà aspettare poi così tanto.

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