Inter, così è imbarazzante: 4 giorni fa soddisfattissimi di De Boer

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© foto www.imagephotoagency.it

Frank De Boer non è più l’allenatore dell’Inter: risoluzione contrattuale con il tecnico olandese ex Ajax

Non sono bastati 14 punti in 11 gare di campionato – ed un andamento piuttosto incerto in Europa League – a Frank De Boer per conservare la panchina dell’Inter: una media di 1.27 punti a partita che proiettata sull’arco dell’intero campionato avrebbe reso un torneo da 48 punti. Si stacca la spina dopo appena 80 giorni: dal 9 agosto ad oggi, una parentesi che di certo i tifosi nerazzurri non ricorderanno con gioia.

BATTAGLIA PERSA IN AVVIO? – Probabilmente sì, se un allenatore che non conosce calcio e lingua nostrani sbarca su una panchina tanto prestigiosa quando mancano appena due settimane all’inizio del campionato, e se poi ci si attende con immediatezza una coerenza di risultati rispetto all’ennesima importante campagna acquisti condotta in porto. Traduciamo: se ti assumi i rischi di una scelta così coraggiosa – quella di affidare le chiavi tecniche della squadra ad un allenatore di per sé rischioso – poi ti concedi il tempo per vivere la scommessa. Per fare in modo che vada bene o male. La sensazione forte dunque resta quella che l’errore sia stato fatto a monte.

COMUNICAZIONE IMBARAZZANTE – Soltanto quattro giorni fa, in occasione dell’assemblea dei soci nerazzurri che ha approvato il bilancio dell’Inter al 30 giugno 2016, l’amministratore delegato nerazzurro Michael Bolingbroke parlava così di Frank De Boer: “E’ stata una decisione davvero sofferta quella di separarsi da Roberto Mancini, ma siamo davvero soddisfattissimi di De Boer. In agenda c’è ancora l’obiettivo di portare a casa lo scudetto: per quest’anno vogliamo rientrare in Champions League, ma la reale sfida è quella”. Considerazioni rinforzate dalla parte italiana della società nerazzurra, ossia dal responsabile dell’area tecnica Piero Ausilio: “Quella di Frank De Boer è stata una scelta compiuta ad agosto, lo sosteniamo tutti e siamo assolutamente convinti che il suo progetto di calcio sarà vincente. Nessun altro allenatore contattato, sono loro che si propongono a noi”. A quanto pare, dopo appena 4 giorni, le cose sono andate diversamente.

CONFUSIONE SUI RUOLI – E poi c’è la parte Suning, a quanto sembrerebbe reale timoniere della nuova Inter ma sui cui esponenti c’è ancora poca chiarezza, come emerso proprio nella recente assemblea, ci sono le frecciate e le buone considerazioni dei vecchi Moratti e Tronchetti Provera, c’è il volto rabbuiato del vicepresidente – con quali cariche? – Javier Zanetti. Insomma: all’Inter chi comanda? O quantomeno: quale è la reale struttura al vertice della società? Con quale piramide si disinnesca per presentarsi leggibile al pubblico osservatore? Resta la sensazione forte di uno stato dell’arte piuttosto caotico, dove è difficile districarsi sia dall’interno che dall’esterno. Confusione a determinati livelli confermataci pochi giorni fa dallo stesso Roberto Mancini, che con eleganza e senza porre i fatidici puntini sulle i ha raccontato di alcuni problemi comunicativi emersi nel suo ritorno alla guida dell’Inter. Il futuro è poco chiaro: il tecnico della Primavera Stefano Vecchi condurrà il prossimo allenamento, poi da comprendere se sarà effettuata una scelta di transizione o a caratteri – almeno nelle intenzioni – definitivi.

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