Inter, Sabatini accompagna alla porta Ausilio? Ecco chi può sostituirlo

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Inter: Spalletti è sempre più vicino ai nerazzurri, ma intanto Sabatini vuole Massara come direttore sportivo. E Ausilio che fa?

L’Inter ha terminato uno dei campionati peggiori della sua storia. Non soltanto per le prestazioni offerte in campo, il settimo posto finale e l’involuzione di tanti giocatori pagati a cifre esorbitanti quest’estate, ma anche e soprattutto per la gestione societaria. Dalle questioni riguardanti gli allenatori, con Mancini, De Boer, Pioli e Vecchi che si sono ritrovati abbandonati a loro stessi, passando per gli annunci provenienti dalla Cina che riguardano le cariche dirigenziali. Ormai non ci sono dubbi: Walter Sabatini non è soltanto il responsabile tecnico di tutte le squadre del gruppo Suning, ma è sempre più da considerare il direttore generale dell’Inter. Una sorta di braccio destro di Steven Zhang, che dovrà occuparsi di una resurrezione nerazzurra quanto mai urgente. L’annuncio dell’arrivo di Sabatini alla Pinetina è stato dato la notte della semifinale di ritorno di Champions League Juve-Monaco, in un momento in cui l’opinione pubblica non avrebbe potuto scatenarsi. Ma ora gli affari e le trame di casa Inter sono tornate ad essere alla luce del sole, nel bene e nel male. Soprattutto nel male, visto che resta il grande equivoco legato alla presenza in società di Piero Ausilio, che nonostante un rinnovo di contratto firmato recentemente è sempre più isolato.

SI PENSA A MASSARA – L’ultimo scossone ad Ausilio è stato dato da Sabatini in un’intervista rilasciata a Teleroma56nella quale ha indirettamente scaricato Ausilio parlando di Massara: «Massara non ha ancora rinnovato e potrebbe esserci da parte mia un’interesse nei suoi confronti perché è molto capace e ha qualità. Ci sto pensando». Parole difficili da equivocare, che suonano come un vero e proprio preludio ad un’altra rivoluzione. Sabatini vuole per la nuova Inter un uomo di fiducia, una persona in grado di supportarlo nelle scelte di mercato. Una sorta di Paratici, vera e propria anima del lavoro di Beppe Marotta alla Juve. E Massara, scaricato dalla Roma dopo l’arrivo in pompa magna di Monchi dal Siviglia, potrebbe fare al caso di Sabatini. Con buona pace di Ausilio, che è a tutti gli effetti un separato in casa, indigesto a tutti.

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