#Juve6Fantastica: il video esclusivo del viaggio tra i 6 trionfi bianconeri

scudetto juventus
© foto #Juve6fantastica

I 6 Scudetti della Juventus raccontati come non li avete mai letti e visti. Un viaggio per entrare nella leggenda della Vecchia Signora

#Juve6Fantastica! Sei come i successi consecutivi in campionato della Juventus che segnano un nuovo record in Italia e nei maggiori campionati europei, sei come essenza della magnificenza più pura: la Vecchia Signora, ancora una volta, è arrivata davanti a tutti e noi la celebriamo con l’instant movie “#Juve6Fantastica!”. Hanno provato a spedirla in Serie B ma da quelle macerie la Juventus ha saputo ricostruirsi perché «non è forte chi non cade ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi». Non è stato tutto rose e fiori ma la zebra ha ruggito come e più di un leone e ora guarda tutti dall’alto al basso.

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Il primo di una lunga serie: lo Scudetto 2011/2012

E’ iniziato tutto l’11 settembre del 2011. La Juventus ha ospitato il Parma, inaugurando lo “Juventus Stadium“, il nuovo gioiellino del club bianconero, il primo impianto di proprietà di un club italiano. L’elettricità dello “Stadium” contagia la formazione bianconera, Antonio Conte fa il resto. Il tecnico, ex capitano, è un vero e proprio mastino e la sua Juventus è lo specchio dell’allenatore. Dalle ceneri del settimo posto rinasce la Juventus. L’11 settembre l’emblema della rinascita: lancio di Pirlo, taglio di Lichtsteiner e gol dei bianconeri. La sfida finirà con il punteggio di 4-1 e segnerà la prima vittoria di una lunghissima serie. Pirlo sarà uno dei protagonisti dei primi 4 Scudetti, Lichtsteiner, insieme a Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini e Marchisio sarà grande protagonista di tutti e 6 i trionfi! Conte rivede le sue scelte iniziali, abbandonando il 4-2-4 per il 3-5-2: in panchina, inizialmente, c’era un certo Arturo Vidal, troppo forte per restare a guardare. Inizia una rincorsa al Milan di Ibra e Allegri che porta al sorpasso a poche giornate dal termine, dopo la sconfitta interna dei rossoneri contro la Fiorentina di Amauri. La Juventus non perde mai, sfrutta la sua fame, e vince lo Scudetto, salutando un grande condottiero: Alessandro Del Piero!

Il secondo è sempre il più difficile: lo Scudetto 2012/2013

«Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista» canta Caparezza, tradotto nel linguaggio a noi più usuale, quello calcistico: Vincere non è mai semplice, riconfermarsi è ancora più difficile! Il primo Scudetto dell’era Conte è stato una sorpresa per tutti, forse per gli stessi protagonisti di quella splendida cavalcata e dopo la straordinaria annata tutti aspettavano al varco la Juventus sperando in un calo di rendimento della formazione di Conte, anche a causa della squalifica che terrà l’allenatore lontano dalla panchina fino a dicembre. I bianconeri però si dimostrano sempre più famelici, non mollando di un centimetro. Allo già straordinario centrocampo formato da Vidal, Pirlo e Marchisio si aggiunge anche un ragazzino che farà parlare di sé: Paul Pogba. Arrivato a parametro zero, si ritaglia un ruolo sempre più importante nella Juve. E’ la Juve di Vidal, sempre più in crescita, ma anche dell’umiltà dei vari Giaccherini, PadoinPepe e Matri, elementi fondamentali nello spogliatoio. Il trionfo della Juve non è mai in dubbio, a differenza del primo anno di Conte, non c’è alcun duello Scudetto ma solo una trionfale cavalcata!

Non c’è due senza tre: lo Scudetto 2013/2014

La Juventus, nei primi due anni di Conte, ha dimostrato di avere un grande gruppo ma anche un ‘limite’: manca un grande uomo in attacco capace di trascinare i bianconeri in Italia ma anche in Europa. Vucinic e Matri hanno tirato la carretta ma per il salto di qualità serve di più. La Juve decide di acquistare Llorente a parametro zero ma soprattutto Carlos Tevez. L’Apache incarna lo spirito guerriero di Conte e della Juventus e trascina i bianconeri verso un nuovo, incredibile, traguardo. La Juventus è una macchina da guerra e annienta tutti i suoi avversari, arrivando a collezionare 102 punti (nuovo record per la Serie A)! L’armata bianconera, nonostante la disfatta di Firenze contro la Fiorentina, in un clamoroso 4-2 (i bianconeri erano in vantaggio per 0-2 ma si fanno rimontare in poco meno di 25 minuti da una tripletta di Pepito Rossi e da Joaquin), dimostra di avere sangue freddo e cuore caldo, inanellando vittorie su vittorie, con 22 risultati utili consecutivi e i 102 punti finali a suggello di un’altra straordinaria annata!

E il quarto vien da sé: lo Scudetto 2014/2015

Vincere per la 4ª volta consecutiva, ma con un cambio di allenatore e paradigma: Conte lascia la Juventus a inizio estate e la Vecchia Signora punta su Massimiliano Allegri, non accolto proprio bonariamente dalla tifoseria bianconera al suo arrivo a Vinovo. Basteranno pochi mesi per far cambiare idea: l’ex tecnico del Milan all’inizio non stravolge l’impianto bianconero di contiamo memoria, centellinando gli inserimenti dei nuovi arrivi Morata e Coman. Basterà per laurearsi campione d’inverno sulle inseguitrici, fino al cambio di modulo con il 4-3-1-2 con cui il tecnico livornese inizierà a modellare la ‘sua’ Juventus. Fino a Berlino, sede della finale di Champions League 2015, contro il Barcellona: quella Juve arriva in Germania a caccia di triplete, come i blaugrana, dopo aver vinto il quarto scudetto consecutivo e la decima Coppa Italia in finale contro la Lazio per 2-1 con gol di Matri ai supplementari. L’ottava finale di Champions della storia bianconera, però, è un festival di rimpianti: il 3-1 blaugrana sentenzia quello che ai più, con le future partenze di Pirlo, Tevez e Vidal, sembra la possibile fine di un ciclo nonostante il quarto Scudetto di fila. 

La rimonta del Secolo: lo Scudetto 2015/2016

Cambiano i volti nel 2015/2016, ma non il risultato finale: arrivano Dybala, Mandzukic e Alex Sandro e in estate i bianconeri centrano il primo titolo con la vittoria in finale di Supercoppa Italiana. La Juve si inceppa nei primi mesi di campionato e vede la vetta della classifica lontana con lunghezze in doppia cifra dopo la debacle del Mapei Stadium. Pancia piena – dirà qualcuno – , solo l’inizio di una rimonta storica nei fatti verso la conquista del quinto titolo consecutivo, un risultato di per sè già straordinario nell’albo d’oro di Serie A e impreziosito dalle modalità della lunga cavalcata bianconera, fino al sorpasso in vetta nello scontro diretto con il Napoli ad opera di Zaza nei minuti finali. L’Hi5tory bianconera prosegue con il secondo ‘double’ consecutivo, battendo in finale di TIM Cup il Milan con gol di Morata (ancora nei supplementari) che di lì a poche settimane farà ritorno alla casa madre blanca. Meno fortunata, invece, la spedizione in Champions League, anche lì intrisa di rimpianti per due partite giocate alla pari con il Bayern Monaco senza riuscire a condurre in porto la qualificazione ormai raggiunta nei minuti finali del match di ritorno all’Allianz Arena. Esperienza per il futuro.

Epopea bianconera: lo Scudetto 2016/2017

Le6end. La lunga estate caldissima con i botti di mercato Higuain, Pjanic, Dani Alves e Pjaca. L’estasi del primo gol del Pipita allo Stadium nel 2-1 sulla Fiorentina. Uomo dai gol importanti, purgando prima il Napoli e poi la Roma, e titolo di campione d’Inverno con il +4 sulla Roma. In campionato, però, arrivano anche sconfitte: Inter, Milan, Genoa e Fiorentina. E, all’indomani della debacle al Franchi, Allegri cambia volto ai bianconeri, passando al 4-2-3-1 per sfruttare al meglio nelle due fasi i calciatori di maggior qualità della rosa, a partire dallo spostamento di Mandzukic a sinistra e dell’inserimento in pianta stabile di un Dani Alves formato Champions sulla corsia destra. Roma e Napoli contendono caparbiamente lo Scudetto ai bianconeri fino alla penultima giornata prima di ammainare bandiera sul 3-0 juventino al Crotone che regala il Sesto Scudetto consecutivo alla Juventus, quello della Leggenda, arricchito dal terzo double di fila con il successo in Coppa Italia sulla Lazio per 2-0. Sognando Cardiff, sede della finale di Champions League in cui il prossimo 3 giugno la Juventus sfiderà il Real Madrid per alzare al cielo quel trofeo che le manca da 21 anni in bacheca.

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Antonio Parrotto e Andrea Bartolone

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