
Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha rilasciato una lunga ed articolata intervista ai microfoni di TuttoSport, dove il numero uno della Vecchia Signora ha toccato vari argomenti, passando dagli obiettivi stagionali al mercato. Sono sette mesi che la Famiglia Agnelli è tornata all'interno della Juve da protagonista, e l'obiettivo principale era riportare lo 'spirito-Juve': "Ricreare un gruppo fortemente compatto all'interno dell'azienda. E lì, intorno a queÂÂsta necessità imprescindibile, è nata l'idea dello J- day, dove abbiamo coinvolto tutti i dipendenti, non solo i calciatori. Le motivaÂÂzioni sono fondamentali per conseguire riÂÂsultati di prestigio. A livello sportivo ci siaÂÂmo imposti di costruire una squadra che sia in grado di vincere tutte le partite per poi tirare le somme alla fine, senza dimenÂÂticare che continuiamo a essere in fase di costruzione". Dopo i vari complimenti a Marotta e Del Neri, Agnelli osserva il ruolo di Nedved in società : "E' il valore aggiunto della società . RappreÂÂsenta una cassa di risonanza non solo per me ma per gli altri dirigenti. Pavel sa cosa signiÂÂfica scendere in campo e vincere, non a caso mi/ ci ricorda che una volta, rientrati nello spogliatoio dopo un pareggio, regnava semÂÂpre il disappunto. Questo spirito deve trasfeÂÂrirlo nel nostro Cda". Sugli obiettivi stagionali e la possibilità di arrivare allo scudetto: "Nel dna della Juventus era e resta l'obietÂÂtivo principale. Quest'anno, però, non diÂÂmentichiamoci da dove arriviamo, cioè da meno 27 in classifica e da una squadra deÂÂmoralizzata... Promettere lo scudetto siÂÂgnifica generare aspettative enormi, proÂÂvare a vincere tutte le partite no". Sui possibili movimenti di mercato, il presidente preferisce rimandare a Marotta, ma poi risponde: "Non c'è alcuna prevenzione al riguardo. Se si profilano condizioni favorevoli, si posÂÂsono fare anche a gennaio. Nell'ottica di una logica patrimoniale e sportiva. Buffon? Buffon è uno dei migliori portieri del monÂÂdo, gli resta ancora un mese di degenza doÂÂpo l'intervento subito alla schiena. Ma mi fa piacere che Storari non lo abbia fatto rimpiangere. Del Piero? Con Alex ci conosciamo da sempre, ha tutÂÂta la mia stima e la mia ammirazione. Al momento opportuno ci siederemo intorno a un tavolo e valuteremo il futuro. Avendo 36 anni, vorrei capire da lui come si senÂÂtirà tra sei mesi e non oggi. Tra sei mesi, quando gliene mancheranno cinque ai 37. Penso che non ci saranno problemi...".
Brando de Leonardis