Juventus – Lione, Aulas: «Juventus favorita. Abbiamo il 10% di possibilità»

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Il Lione non vuole partire con l’idea di essere sconfitto contro la Juventus in Champions League, ma Aulas vola basso: il 10% di possibilità

La Juventus, domani, dovrà affrontare il Lione nel delicato impegno di Champions League. La squadra bianconera arriva dal successo contro l’Udinese, vittoria ottenuta grazie ad uno splendido Dybala. Intervistato da TuttoSport, il presidente del Lione, Aulas fa una disamina accurata di quello che sarà il match: «Il mio Lione è cambiato totalmente (dal 2014ultima volta in cui incrociò la Juventus n.d.r). Siamo all’anno zero di un piano quinquennale finanziario e sportivo. Adesso siamo proprietari, unico club in Ligue 1, dello stadio e di un campo di allenamento super moderno. Abbiamo l’ambizione di essere, tra cinque anni, tra le grandi d’Europa. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo investito 500 milioni: d’ora in poi vogliamo raccogliere i frutti di quanto seminati».

BIANCONERI SEMPRE PERICOLOSI – Anche la Juventus non è più quella del 2014: «Hanno sempre lo stesso modello sportivo, già tre anni fa erano entrati in una spirale positiva che continua ancora: sono solo più forti sul piano tecnico». Con Agnelli anche Aulas fa parte dell’esecutivo Eca: «Siamo molto vicini sul piano delle idee. Agnelli è ambizioso e forte economicamente, ma soprattutto nella governance vista la famiglia che ha alle spalle. Lui è più avanti con il suo progetto e ha una visione molto lucida sul futuro. Però il modello di business tra i nostri due club è simile, basato sui diritti tv e sullo stadio privato per puntare sulla massimizzazione dei profitti. A differenza della Juventus, però, il Lione ha la prima accademia d’Europa con il Barcellona».
La Juventus ha venduto Pogba e comprato Higuain, che anche il Lione in passato avrebbe potuto permettersi: «Adesso non potrei comprarlo, ma in assoluto non lo farei. La Fif Pro continua a chiedere alla Ue diabolire gli indennizzi per la cessioni del calciatori: e se prima o poi Bruxelles gli desse ragione? Investire 90 milioni su un giocatore è un rischio che non posso correre. Pogba? È un sogno poter vendere a quelle cifre perché si ottengono risorse incredibili. Ma è anche una debolezza: i giocatori che si crescono dovrebbe restare dove si sono formati. Umtiti è l’ultimo big che abbiamo venduto: spero non ce ne siano altri. E presto avremo undici su undici giocatori fatti casa».

PJANIC, IL FUORICLASSE. E LA SITUAZIONE DEL LIONE – Dopo il sacrificio di Umtiti, il Lione è riuscito a trattenere Lacazette. E in passato era stato proprio Aulas a scoprire Pjanic: «Le offerte per Lacazette  c’erano ed erano anche allettanti, ma ora cerchiamo di non vendere più i pezzi migliori. Quest’estate abbiamo rifiutato 55 milioni per Lacazette da due club di Premier League e 37 milioni dal Napoli per Tolisso. Senza l’infortunio, Fekir avrebbe raggiunto quotazioni persino più alte. Abbiamo tenuto i migliori e siamo tornare a fare dei buoni acquisti, come Mammana. E se saremo costretti a vendere, perché qualcuno vuole andarsene, reinvestiremo subito. Pjanic? Ho un buon ricordo di lui, è arrivato qui ragazzo, da noi è diventato professionista. Tecnicamente è sempre stato superiore agli altri. Era molto simile a Juninho, magari non con la stessa tecnica di tiro, ma ci era vicino. Un giocatore eccezionale, non sono stupito della carriera che sta facendo»

PRONOSTICO DIFFICILE – «Abbiamo poche possibilità, direi un 10 per cento. Ma nel nostro stadio siamo forti e, soprattutto, siamo forti contro i forti. Abbiamo battuto Real, Bayern e tutte le grandi europee. Non siamo in crisi, a Nizza abbiamo fatto un’ottima partita e se non fossimo stati in dieci l’esito sarebbe stato diverso. Il problema sono gli infortunati, ma adesso torna Lacazette che è un pilastro, lui e Fekir possono essere l’attacco della Francia. Poi abbiamo recuperato Rafael e Cornet. Tolisso se gioca al suo posto ha grande possibilità. Ma la Juventus resta favorita».

IL FUTURO DEL LIONE SEMPRE CON AULAS – «Mai pensato di vendere. In 29 anni ho avuto la fortuna di vincere 38 titoli, mi sono tolto grandi soddisfazione. Adesso voglio tornare nell’élite. Il meglio deve ancora venire. In un anno abbiamo raddoppiato il fatturato: siamo a 220 milioni, il prossimo saremo a 250- 300. Puntiamo a entrare nei dieci-quindici club europei con il fatturato più alto. L’area di Lione rappresenta il 15% del pil francese, lo stadio di proprietà e il centro sportivo ci garantiscono solidità, solo grazie allo stadio guadagniamo 70 milioni».

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