Juventus – Napoli, tra tradimenti e snodi: chi perde è fuori?

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© foto www.imagephotoagency.it

Il giorno tanto atteso è arrivato: quello di Juventus – Napoli. Protagonista assoluto è Gonzalo Higuain

La notte tanto discussa, giocoforza discussa, è finalmente attualità: Juventus e Napoli si affrontano nello scenario dello Stadium, in quella che non è mai stata una partita come le altre. Rivalità storica accesa, rinfocolata negli ultimi anni dal ritorno a determinati livelli del club partenopeo: sfide scudetto e velleità campane che restano vive anche dopo il grande tradimento dell’ultima  estate di calciomercato.

HIGUAIN TRADITORE? – Partiamo dalla necessaria premessa: ognuno è libero di agire come crede. E dunque – nella massima applicata allo sport del calcio – di andare dove vuole: anche di trasferirsi dal Napoli alla Juventus. Persino di trasferirsi dal Napoli alla Juventus. Questa libertà però ha un’altra faccia della medaglia: la libertà di essere giudicati per l’atto compiuto. Ed in un giudizio è implicita la possibilità di essere valutati positivamente o negativamente. Resta una sensazione, molto forte: Gonzalo Higuain avrebbe potuto condurre il tutto in maniera differente. Al popolo partenopeo – proprio per sue caratteristiche intrinseche – non possono andare giù visite mediche tenute in gran segreto con il club rivale, dopo aver ricevuto spassionate dichiarazioni d’amore. E’ soltanto un esempio: in generale la condotta dell’argentino non ha convinto.

AVANTI – E’ apparso ai più come il bambino colto con le mani nella marmellata: qualche spiegazione nella conferenza stampa di presentazione con la sua nuova maglia, quella bianconera, ma più per dovere che per sentimento. Una scelta professionale che ci sta ma a cui non è stata sommata quella debita riconoscenza che si deve ad un popolo che ti ha venerato. Questione di stile, c’è chi ce l’ha e chi no. E dunque, nel caso segnasse, esulti pure. Il Napoli ha già ampiamente voltato pagina: non per altro, lo aveva già fatto più volte prima di lui. Con Maradona, poi con Lavezzi e Cavani. Ed è ancora lì: zona podio, lì dove è stato negli ultimi anni con Lavezzi, Cavani ed Higuain appunto, con mire di primissimo ordine confermate dall’andamento sul terreno internazionale, con una rosa strutturata come non mai. Se il Napoli non fosse all’altezza della situazione, non se ne sarebbe parlato tanto di questa gara: se ne discute animatamente proprio grazie all’abilità di questo club nel dimostrarsi resiliente.

IL PESO DELLA GARA – Alto. Non decisivo ovviamente, manca troppo soltanto per pensarlo e le dinamiche possono stravolgere le statistiche in atto: come accaduto proprio l’anno scorso, la spaventosa rimonta della Juventus ha fatto sì che i campioni d’Inverno – proprio il Napoli – non si confermassero a fine anno. E che una squadra partita così male nelle prime dieci giornate riuscisse poi ad aggiudicarsi il titolo: mai accaduto prima. Dati da prendere con le dovute attenzioni dunque, quelli di seguito proposti, ma decisamente rilevanti. Prendiamo come base di riferimento proprio l’ultimo quinquennio, quello in cui la Juventus ha sempre portato a casa lo scudetto: i bianconeri hanno perso rispettivamente 0 partite nel campionato di Serie A 2011-12, 5 nel 2012-13, 2 nel 2013-14, 3 nel 2014-15, 5 nel 2015-16. La quota massima di sconfitte consentite per la vittoria di un campionato sembrerebbe dunque essere pari a cinque: chi perde oggi tra Juventus e Napoli – che hanno già pagato dazio nell’attuale Serie A rispettivamente da Inter e Milan e da Atalanta e Roma – si ritroverebbe già con tre sconfitte al passivo, in soli undici turni di campionato. Un andamento che, parametrato sull’intero arco del torneo, porterebbe a ben 10 sconfitte complessive. Dato oggettivamente fuori dalla portata scudetto. Poi però, come anticipato, esistono le eccezioni che confermano le regole. Le rivoluzioni. L’attualità è Juventus – Napoli, non ci resta che attendere.

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