Da dove passa il sesto scudetto della Juventus

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© foto MP

La Juventus batte come da pronostico il Crotone e si aggiudica il sesto scudetto consecutivo: l’analisi

Tre gol della Juventus al Crotone, i bianconeri si prendono quel che si dovevano prendere: arriva con un turno d’anticipo sul gong finale del campionato il sesto scudetto consecutivo, ennesima affermazione di una pagina che ha visto dominare i bianconeri. Prima sotto la gestione Conte, timone poi preso da Massimiliano Allegri, che ha addirittura aggiunto alla torta la partecipazione a due finali di Champions League, con l’orizzonte clamoroso quanto reale di poterne conquistare una. E di centrare il tanto agognato Triplete.

Il segreto della difesa

L’affermazione multipla di casa Juventus arriva inevitabilmente dalla sua tenuta difensiva: per il sesto anno consecutivo quella bianconera è la retroguardia meno battuta della Serie A, evidenza che le ha permesso di mantenere competitività nonostante gli stravolgimenti occorsi negli altri reparti. Comparti di campo che sono andati via via a modificarsi, una volta rafforzando la mediana, l’altra – come nella stretta attualità – il pacchetto offensivo. A restare a casa sono stati sempre loro: i Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli e le riserve di valore che si sono alternate negli anni per dare soluzioni ulteriori ad un’ossatura inespugnabile. La media gol (subiti) della Juventus allo stato dell’arte è pari a 0.7 gol incassati a partita. Un dato al quale le concorrenti attualmente non possono rispondere.

L’aggiunta da 90!

In tanti avevano accolto con dubbio il milionario innesto di Gonzalo Higuain: 90 milioni di euro per un centravanti indubbiamente di enorme valore tecnico ma pur prossimo ai 29 anni, vicino insomma alla cosiddetta seconda fase della carriera. I gol però sono stati tanti (32 complessivi ad oggi, il sogno dell’argentino è quello di accrescere il bottino nella super sfida di Cardiff contro la sua ex squadra) e spesso decisivi: vedi gli scontri diretti all’andata contro Napoli e Roma, l’eliminazione rifilata alla sua ex squadra in Coppa Italia, la doppietta segnata nella semifinale d’andata con il Monaco. La Juventus si è ripagata l’enorme esborso sia sotto il profilo strettamente sportivo che economico, con l’evidente ritorno dovuto ai fondi che i suoi risultati le garantiscono. Alla Juventus insomma è andato tutto bene: ha rischiato, a costo di farsi bollare (come è accaduto) poco simpatica, ha persino lasciato partire un gioiello del calibro di Pogba, si è confermata sul palcoscenico nazionale e tornata a giocarsi la partita più importante dell’anno.

L’altra (sottovalutata) clausola: che Pjanic signori!

Innesto inevitabilmente sottovalutato: Gonzalo Higuain è stato acquistato con le stesse modalità toccate a Miralem Pjanic, ossia versando l’intero importo della clausola rescissoria ad un club diretto concorrente, in questo caso la Roma. Il bosniaco si è confermato tra i migliori esecutori di piazzati sul palcoscenico mondiale, ha aggiunto – rispetto a quanto si era finora ammirato – quella duttilità tattica cruciale per sopravvivere in squadre dalle primissime ambizioni: ha giocato da mezzala, senza risultati eccellenti, Allegri lo ha poi spostato da trequartista e sono arrivati gol ed assist, infine i passi indietro in mediana per sorreggere un 4-2-3-1 a propulsione offensiva. Tradotto: il jolly slavo ha ampiamente dimostrato di essere uno da Juventus. Il cocktail è servito, i risultati li conoscete. Scudetto, chi vince ha ragione. In questo caso ne è arrivata ampia dimostrazione.

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