Keita ed Inter, cinque motivi per un matrimonio perfetto

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Sabatini studia il colpo Keita: segnali di avvicinamento con l’Inter, Spalletti attende impaziente

La sessione estiva di calciomercato entra nella fase rovente e, alla luce dei fuochi già accesi dai cugini del Milan, la piazza meneghina si interroga sulle imminenti mosse dell’Inter di Walter Sabatini: presi Skriniar dalla Sampdoria e Borja Valero dalla Fiorentina, oltre alle operazioni future legate ai nomi dei giovanissimi Pellegri e Salcedo, si attendono i colpi che possano accontentare il nuovo allenatore Luciano Spalletti e definire con maggiore esattezza i potenziali contorni della stagione nerazzurra. Quale il reale valore dell’organico, le possibili ambizioni, i punti di forza e le eventuali debolezze nel confronto con le realtà più strutturare della Serie A. L’operazione Keita in tal senso si può rivelare un credibile termometro dell’Inter che verrà.

Inter-Keita Baldé, lo stato dell’arte

Partiamo dal contratto che lega tuttora il calciatore senegalese alla Lazio: scadenza fissata al 30 giugno 2018, volontà già espressamente manifestata di non voler rinnovare il legame con il club biancoceleste. Che dunque si ritrova – come spesso accaduto in passato in altre situazioni – con l’acqua alla gola: deve cederlo ora per non doverlo poi perdere a parametro zero. Già dal prossimo gennaio, quando in base alla legislazione vigente il calciatore sarebbe libero di accordarsi con il club che desidera. Certo, la Lazio avrebbe alcuni strumenti per dissuaderlo dall’intento, come ad esempio non farlo giocare per un’intera stagione e comportargli comunque una svalutazione complessiva: ma quanto conviene alle parti in causa? Assai poco. Quel che invece – allo stato dei fatti – importa a tutti è trovare un altro sbocco: che per Keita sarebbe una nuova squadra più accreditata della Lazio e che punti concretamente sul suo talento, per la Lazio ottenere un importo seppur non pari al valore reale del calciatore ma comunque soddisfacente o ad ogni modo maggiore allo zero in cui andrebbe altrimenti ad incappare, per l’acquirente la possibilità di mettere le mani su un calciatore classe ’95 già forte nel presente e dal futuro potenzialmente radioso. L’Inter vuole ora bruciare la concorrenza ed operare il sorpasso su quella Juventus che troppo sta temporeggiando: il direttore sportivo Walter Sabatini avrebbe già raggiunto un accordo di massima con la dirigenza biancoceleste, il prossimo step sarebbe dunque quello di convincere il calciatore ed il suo entourage con una proposta irrefutabile.

Keita Baldé, il profilo

Parliamo di un attaccante che, a dispetto della sua giovane età e dello scarso minutaggio sostanzialmente riscontrato in questi anni di Lazio, si è via via completato nel tempo: alle evidenti potenzialità del suo talento ha aggiunto i numeri che devono necessariamente accompagnare un attaccante che ambisce a fare la differenza in grandi squadre. Il recente finale di stagione disputato con la maglia della Lazio la dice lunga: 16 reti complessive nella Serie A 2016-17 di cui ben 11 nelle ultime 15 giornate. Non a caso quelle in cui l’impiego riservatogli da Inzaghi è andato ad incrementarsi. Scendiamo nel dettaglio: Keita Baldé, dalla ventitreesima giornata di campionato in poi, ha segnato undici reti in 917 minuti disputati, alla media dunque di un gol ogni 83.3 minuti. Statistiche da top player, per intenderci, che forniscono una soluzione univoca: quando utilizzato con continuità, Keita risponde presente. Nel computo della sua stagione anche sei assist complessivi, a testimonianza di una buona predisposizione al gioco di squadra. Rapido nell’esecuzione e dotato di un’ottima tecnica di base, ha imponenza fisica per difendere il pallone e risultare a tutti gli effetti un prospetto completo.

Keita nell’Inter di Luciano Spalletti

Attaccante esterno o seconda punta, all’occorrenza falso nueve, per ricorrere alle sue origini spagnole: questo il repertorio tattico di Keita Baldé. Che dunque, nella nuova Inter di Spalletti, andrebbe oltre ogni ragionevole dubbio ad occupare una fascia del 4-2-3-1 base del tecnico toscano: con ogni probabilità quella sinistra, considerata la padronanza con cui gestisce la palla con il piede destro e la possibilità dunque di rientrare sul piede forte, agevolmente impiegabile anche sul versante destro alla luce di un distinto utilizzo del mancino. Abbiamo le prime due ragioni per cui l’affare risulta essere perfetto: conviene a tutte le parti in causa ed è un identikit che attualmente manca all’Inter di Spalletti, con Perisic che pare più in uscita che altro e Candreva non rispondere in pieno ai gusti del tecnico toscano. La terza ragione inerisce ai numeri citati: all’Inter di Spalletti non serve soltanto un esterno offensivo in quanto tale, ma un profilo che assicuri dei gol necessari a non condurre l’intera produzione offensiva sulle spalle di Icardi. Mancano due motivi: il primo riguarda l’età del calciatore. Classe 1995, i suoi ventidue anni si sposano in pieno con la politica di mercato da sempre perseguita da Walter Sabatini: in soldoni calciatori già forti nel presente ma che soprattutto risultino essere futuribili. Che acquisiscano valore – tecnico e di mercato – e che generino plusvalenze nel corso degli anni. Da questo assunto non si scappa. L’ultimo fattore riguarda la duttilità tattica: Spalletti nella sua seconda parentesi alla Roma si è palesato meno intransigente rispetto alla sua prima versione. L’impianto tattico base resta il 4-2-3-1, ma rispetto al passato è consentito derogare: nella sua Roma versione 2.0 si è assistiti in più di un’occasione al passaggio ad un 3-4-1-2 dinamico, lì dove Keita potrebbe agevolmente ricoprire il ruolo di seconda punta al fianco dell’inamovibile certezza rappresentata dal capitano Mauro Icardi. Un tandem potenzialmente devastante, dai numeri spaventosi. Il mondo Inter aspetta impaziente e si gode cinque ragioni per cui questo eventuale matrimonio vanta realmente i canoni dell’unione perfetta.

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