L’agente di Keita incontra la Juve, Lazio furiosa: pronto il “piano Pandev”

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Keita-Lazio, rottura totale a un passo. Il club spinge per cederlo al Milan, il senegalese però aspetta la Juventus ed il suo procuratore incontra i bianconeri: senza una loro offerta, c’è la tribuna

Tra Keita Baldé è la Lazio il presagio più oscuro è quello di una rottura totale. A questo punto può davvero prendere quota l’ipotesi di una esclusione dell’attaccante biancoceleste dalla rosa di Simone Inzaghi, senza cessione, per la prossima stagione. I fatti ormai sono noti e già raccontati (qui, per esempio: Lazio-Keita: è rottura. Scambio di accuse tra agente e Tare) da tempo. Keita non ha firmato il rinnovo con la Lazio e la prossima stagione sarà in scadenza. I biancocelesti, che avrebbero provato a trattenerlo, non hanno altra scelta che cederlo. A chi? Il Milan avrebbe già presentato un’offerta da 50 milioni di euro totali per lui e Lucas Biglia (molto vicino a vestire la maglia rossonera) ed ora la Lazio sarebbe orientata a vendere. Keita però non ha ancora dato il suo assenso alla cessione. Ieri il suo procuratore, Roberto Calenda, ha incontrato a Milano la Juventus.

Keita spinge verso la Juventus, per la Lazio c’è il “piano Pandev”

Nel corso di un incontro con il direttore sportivo bianconero Fabio Paratici, Calenda avrebbe in qualche modo messo giù le strategie per il futuro. Keita preferisce la Juve al Milan, questo è chiaro. Resta da capire però cosa faranno i bianconeri, che di fatto non hanno ancora presentato nessuna offerta ufficiale alla Lazio. Per questa ragione Claudio Lotito vorrebbe vendere subito il senegalese al Milan, squadra che è già uscito allo scoperto a differenza della Juve. Qualora Keita e l’agente dovessero ancora forzare la mano bloccando il passaggio al Milan, sarebbe pronto il piano B. O meglio “il piano Pandev”, in riferimento a Goran Pandev, l’ex attaccante biancoceleste, ora al Genoa, escluso nel 2009 dalla rosa e spedito in tribuna perché non voleva rinnovare. Alla fine il macedone ottenne lo svincolo, ma solo con un ricorso alla giustizia sportiva…

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