Lega di B, Abodi: “C’è bisogno di famiglie allo stadio”

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Sarà  una serie B super. E’ questo l’Abodi pensiero. Il presidente della Lega del campionato cadetto, Andrea Abodi, si gode un campionato ricco di “big”. “Senza dimenticare la nostra dimensione, mi piace immaginare qualcosa che veda la Serie B legata all’esperienza del calcio ma che guardi anche al futuro, allo sviluppo. E’ un pallone buono per i tanti gol che saranno fatti in Serie B. Penso ancora ai 100mila che hanno assistito ai play-off e ai più di 2 milioni di spettatori dell’intera passata stagione. Vogliamo che si associno stadi sempre più pieni allo spettacolo che si può vedere in televisione. C’è bisogno che le famiglie tornino allo stadio. Già  sono aumentati i numeri, ma è necessario ora che diventi sempre più una grande festa”.
Punta, poi, a una Serie B che sia sempre più fucina di nuovi talenti, pronti a spiccare il volo verso la massima serie e la Nazionale. “Ma non solo di giocatori, anche di una nouvelle vague di allenatori” ha tenuto a sottolineare. “Io della scorsa stagione ho due immagini: quella di Ogbonna convocato in Nazionale e quella di El Shaarawy che ha trovato spazio in una grande squadra – dice – la Serie B deve sempre più servire a scoprire giovani talenti e anche la Selezione di Serie B servirà  a questo” afferma Abodi che rivela: “Io vivo il mio ruolo con una passione quasi da minorenne”. E ancora “Porto con me due belle immagini. Una di quando giocavo a pallone con mio padre a 4-5 anni e ora con mio figlio che ha 17 mesi e gioca con me. La Serie B deve mantenere la sua dimensione umana”.
Sulle novità  per rendere la sua “Super B” più interessante, Abodi ribadisce l’intenzione di riportare in Federcalcio la proposta di abolire i pareggi, “alla conclusione dei 90′ in caso di parità  si possono tirare dei rigori per determinare un vincitore, perchè la Serie B deve avere un vincitore: io vorrei 470 finali”, sottolinea. “Così come riproporre le maglie con numerazione dall’1 all’11, perchè ribadisco deve essere un campionato legato fortemente alla tradizione ma guardando allo sviluppo, ma senza snaturare. Io non sono per la tecnologia in campo. Noi abbiamo arbitri capaci e che possono migliorare. L’errore umano ci può stare e dobbiamo accettarlo, mentre invece il fatto che intervenga una macchina mi sembra più una PlayStation. Io preferisco il calcio di altri tempi”.

Fonte: repubblica.it

Redazione CalcioNews24
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