Luigi De Laurentiis e il Napoli del futuro: «Vogliamo avvicinarci ai tifosi»

De Laurentiis
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Mentre il campo attira l’attenzione, l’evoluzione del Napoli passa anche tramite la tecnologia, come ribadisce De Laurentiis jr.: «100 milioni di ammiratori sparsi nel mondo»

Forse è l’anno buono. Forse è l’anno in cui ci si giocherà tutto per l’obiettivo più grande, quello Scudetto che manca dal 1990. In casa Napoli sentono che il 2017-18 è l’occasione migliore per centrare quest’opportunità. Lo sa anche Luigi De Laurentiis, figlio del presidente Aurelio, già nel CdA azzurro e consapevole della cruciale opportunità che si sta presentando quest’anno, tanto che si sta pensando a una possibilità tecnologica che avvicini il tifoso a questo gruppo: «Ho sempre prestato attenzione al brand, intervenendo nei disegni delle magliette o lanciando i social. Parlando dell’entertainment, vogliamo allargare i nostri orizzonti: un tifoso di calcio – quello del Napoli, soprattutto – ha voglia di contatto con i propri idoli, li vuole sentire e conoscerli sempre meglio. Daremmo il giusto spazio alla storia e la racconteremmo con creatività, adattandola al linguaggio delle nuove generazioni. Il tifoso è innamorato e come tale va trattato: gli devi offrire ciò che desidera, ma attraverso un linguaggio de-istituzionalizzato».

APP E FUTURO – Non solo campo, però, perché De Laurentiis jr. pensa anche al futuro del club e a come potrà esser visto dai tifosi: «Napoli Channel? Sono passati gli anni, però mi sembra che possa ritenersi superata. La banda larga ha fatto irruzione e la nuova fonte di dinamismo è rappresentata dal cellulare. La globalizzazione passa attraverso la tecnologia, la più avanzata: siamo sommersi dall’informazione e il Napoli non può restare ai margini del progresso. Si parla di 100 milioni di ammiratori sparsi nei vari continenti: noi ci siamo lanciati recentemente in Cina e – vista la presenza di Milik e Zielinski – abbiamo aperto pure alla Polonia». C’è quindi un progetto alle spalle, ma De Laurentiis jr. non vuole scoprirsi: «Meglio non dare scadenze per non incorrere in delusioni con noi stessi. Credo però che due-tre mesi ancora ci vorranno per mettere a punto il progetto. Web tv mi fa storcere il naso? Un poco sì. Sarà un’app che trascinerà nell’universo Napoli: pensiamo di essere in presenza di un modello con fidelizzazione a presa rapida. I risultati del campo ci hanno spinto a indagini di mercato, che hanno testimoniato un maggior interesse attorno al Napoli».

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