Marek Hamsik, un capitano meraviglioso

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marek hamsik
© foto www.imagephotoagency.it

Lo splendido gol realizzato al Chievo in campionato è anche il centesimo di Marek Hamsik con la maglia del Napoli

Passano tutti ma lui no. E’ la grandezza di chi sceglie di legarsi anima e corpo ad una causa: Marek Hamsik ha scelto Napoli, ha scelto il Napoli. Un amore che il popolo partenopeo ha ricambiato sin da quando lo ha visto in campo, poco più che un bambino, un sentimento che la gente napoletana ha poi avuto modo di coccolare e rinsaldare nel tempo. Perché le stelle all’ombra del Vesuvio si sono succedute l’una con l’altra, passandosi il testimone, ma nel frattempo si è sempre ripartiti da lui.

Il fenomeno Marek Hamsik

Prima di tutto un calciatore sopra le righe. Pensate soltanto un attimo all’evoluzione del suo sinistro: oggi, se per assurdo qualcuno lo vedesse giocare per la prima volta, non saprebbe distinguere il suo piede forte da quello debole. Con quel mancino fa di tutto: gli assist in primis, di rara precisione ed intelligenza calcistica, tagliati alla perfezione sulle caratteristiche del ricevente. Se il servizio è destinato a Callejon va sulla sua corsa, se a Milik o Gabbiadini è tarato per favorirne i rispettivi movimenti. E poi la facilità di calcio: la fucilata con cui ha trafitto Sorrentino nel gol che gli è valso il prestigioso traguardo – quello del centesimo gol con la maglia del Napoli – è soltanto la fotografia di un campione che oggi si serve indifferentemente dei due piedi e che su quest’arma sta costruendo la sua seconda carriera.

Il capitano Marek Hamsik

In buona parte abbiamo anticipato i concetti, ma serve specificare: Marek Hamsik non ha mai messo in dubbio il suo legame con Napoli, entità da intendere come città e squadra. Una devozione recentemente riconosciuta dal popolo partenopeo, favoloso fu lo striscione dedicatogli al San Paolo: “Più della provenienza conta il senso d’appartenenza, non hai mostrato avidità, incoroniamo Hamsik figlio di questa città”. E’ qualcosa in più di una dichiarazione d’amore. E’ una concessione in passato riservata al solo Diego Armando Maradona: da un argentino napoletano ad uno slovacco napoletano, ad Hamsik è stato riconosciuto di essere uno della gente. Di essere parte integrante del proprio popolo. Figlio di Napoli, un qualcosa che da queste parti non si concede a nessuno per quanto enorme sia il sentimento di appartenenza, orgoglio e intreccio viscerale con la propria terra.

Il futuro Marek Hamsik

Tra un anno saranno trenta le candeline sulla torta di una splendida carriera, ma la sensazione è che Marek Hamsik sia nel punto massimo del suo percorso, senza alcun dubbio in termini di consapevolezza ed effetto trainante. I recenti sviluppi del caso Higuain lo hanno definitivamente convinto: impensabile demandare la leadership a qualcun altro che non sia lui. E’ l’ora di farsene una ragione, caro Marek: il capopopolo sei tu. Un ruolo che per il suo carattere riservato ha sempre sviato ma che ora deve ricoprire, senza affatto snaturare le sue caratteristiche personali: Hamsik può essere una guida silenziosa ma forte, introversa ma brillante, poco accentratrice ma efficace. A detta sua, ed il pensiero inizia ad essere via via più comune, gioca oggi nel Napoli più forte della sua era. E dunque di quella targata De Laurentiis. Se così fosse, beh, il resto deve mettercelo proprio lui. Per esserci stato sempre, per arrivare dove non è mai arrivato.

Marek Hamsik Goal & Skills 2015 – VIDEO

 

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