Massimo Mauro: «Ecco come è cambiato il ruolo dell’ala»

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Massimo Mauro, ex ala destra di Napoli e Juventus, ha raccontato al Corriere dello Sport come si sia evoluto il ruolo dell’esterno, spiegando le differenze tra gli anni ’80 e oggi

Il calcio è in continua evoluzione. Soprattutto per quanto riguarda l’aspetto tattico e l’evoluzione dei ruoli. Non esiste più, per esempio, il classico numero 10, il trequartista. La fantasia si è spostata del centro all’esterno, dove un tempo gli allenatori schieravano giocatori con caratteristiche nettamente diverse. Come il campione d’Italia con Napoli e Juventus Massimo Mauro, classica ala destra degli anni ’80, intervistato dal Corriere dello Sport.

DIFFERENZE – «Io ero un’ala, ma devo dire che trovo troppo strano che l’ultimo grande numero 10 italiano sia stato Zola», dice Mauro che prova a spiegare le differenze tra le ali degli anni ’80 e quelle attuali: «Il vero cambiamento è nella riduzione degli spazi da riempire con la corsa. Quando giocavo io, dovevo fare 80 metri sia in attacco che in difesa: il mio libero era lontanissimo da me. Adesso, Insigne e Felipe Anderson devono correre la metà perché Koulibaly e de Vrij giocano molto più avanti, a 40- 50 metri da loro».

PARALLELISMI – Impossibile ma sempre bello e interessante fare confronti tra il calcio di prima e quello di ora. «Accanto a Pulici e Graziani – prosegue Maurovedrei bene Felipe Anderson, ma anche Cuadrado che prende la palla e scappa. Insigne no, a quei tempi sarebbe stato una seconda punta. Le ali di ieri? Causio e Conti restano due fra le ali migliori del mondo. Oggi farebbero faville».

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