Il Milan del fenomeno Bonucci, la Juventus senza

bonucci barcellona-juventus
© foto www.imagephotoagency.it

Il colpo dell’estate lo sigla oltre ogni ragionevole dubbio il Milan di Fassone e Mirabelli: Leonardo Bonucci nuovo simbolo rossonero

Un fulmine a ciel sereno. Che poi sereno mica tanto. La Juventus si risveglia senza Leonardo Bonucci, o meglio in procinto di salutare una pietra miliare dei suoi recenti successi: il difensore della nazionale italiana già oggi – dopo una trattativa lampo considerando il tenore del calciatore – può trasferirsi al Milan per quaranta milioni di euro. Un colpo clamoroso che si porta via ogni equilibrio, ogni considerazione finora lecitamente effettuata, un affare che altera le gerarchie e ridisegna la forma mentis con cui un po’ tutti abbiamo ragionato negli ultimi anni di calcio italiano. Calcio, lì dove l’impossibile diventa possibile: come Leonardo Bonucci, in una torrida giornata d’estate, dalla Juventus al Milan.

La Juventus senza Bonucci

Le urla dello Juventus Stadium nell’insignificante sfida con il Palermo, l’intervallo choc di Cardiff: le prime certe, quelle che il suo allenatore Massimiliano Allegri gli ha riservato in mondovisione, il secondo presunto. Anche se, alla luce dell’evoluzione delle ultime ore, viene lecito pensare che qualcosa in quello spogliatoio, al termine del primo tempo della finale di Champions League, sia effettivamente successo. La Juventus ha scelto Max, ha vinto Max: è rimasto lui, con chi vuole lui. E se la convivenza era certamente ancora possibile, tra persone ragionevoli che soltanto pochi mesi fa hanno deposto l’ascia in nome del bene collettivo e sfiorando un fantascientifico Triplete, era altrettanto certamente poco gradita dalle parti in causa: apripista per un addio clamoroso nella sue modalità – e qui entra in scena il Milan – ma non nella sostanza. Ad ogni modo la Juventus si ritrova senza Leonardo Bonucci, dopo anni di successi garantiti, senza il suo leader difensivo: si perde in carisma, mentalità vincente acquisita e rafforzata negli anni, si perde soprattutto un inavvicinabile regista difensivo. Come lui nessuno, impensabile provarlo a sostituire: sarà una Juventus diversa, meno tecnica, meno abile a gestire la palla dalle prime battute della manovra, inevitabilmente meno sicura di sé. Non provate a smentirlo: altrimenti non avete visto questa squadra all’opera negli ultimi sei anni. Non si reperisce sul mercato uno così, non lo si trova nell’organico a disposizione: Chiellini, Barzagli, Benatia, lo stesso Rugani. Hanno altre caratteristiche, ma non chiedetegli quel che non possono dare.

Il Milan del fuoriclasse Bonucci

C’è chi lo vuole già capitano del Milan che sarà, ed a questo punto non c’è più da stupirsi. Di nulla. Sì, può accadere davvero di tutto: anche che, per convincere il fuoriclasse Bonucci a vestire i colori rossoneri, quei due scatenati di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli gli abbiano promesso la storica fascia indossata da chi ben conoscete. Da chi ha scritto la storia di questo glorioso club. Un erede degno, all’altezza, il migliore possibile. Leonardo Bonucci ti cambia inevitabilmente volto: non è uno qualunque, non lo è mai stato. Un difensore per categoria, ma nei fatti un calciatore totale: sensibilità tecnica da centrocampista, visione di gioco da regista puro, intelligenza calcistica, senso della posizione, carattere e leadership devastante. L’allenatore del Milan 2.0 Vincenzo Montella ora può far quel che vuole: impostare la sua classica difesa a quattro ma forte del miglior centrale italiano e ad oggi – con Sergio Ramos – il più accreditato del pianeta, può optare per il passaggio alla difesa a tre. Bonucci al centro, Musacchio e Romagnoli i suoi scudieri: poco male, davvero poco male se si pensa soltanto a qualche mese fa. L’ovvia conseguenza inerisce strettamente all’asticella del Milan: una volta ufficializzato Bonucci sarà impensabile e controproducente nascondersi. Celarsi dietro l’Anno Zero del nuovo corso, inventarsi storie, descrivere una realtà lontana da quello che intanto accade ora dopo ora. Gli obiettivi diventano inevitabilmente quelli massimi e ci si deve dimostrare all’altezza di poterli vivere. Con spalle larghe, quanto quelle di Leonardo Bonucci. Bentornato Diavolo.

Condividi