Avversaria Juventus: è la variabile impazzita Monaco

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L’urna di Nyon dice Monaco: i francesi sulla strada che porta la Juventus alla finalissima di Champions League

Road to Cardiff: il sorteggio di Nyon mette di fronte Monaco e Juventus in vista delle prossime semifinali di Champions League, lì dove dunque le compagini guidate da Jardim ed Allegri si contenderanno un posto nell’ambita finale della competizione. Ad attendere la vincente di questa sfida sarà chi sopravviverà al derby madrileno tra il Real di Zidane e l’Atletico del Cholo Simeone. Considerando dunque il tenore delle possibili avversarie, la prima sensazione racconterebbe di un’urna fortunata per Buffon e compagni: è realmente così? Andiamo ad analizzare la questione: ecco il Monaco ai raggi X.

Monaco: l’andamento in Champions League

Decisamente da urlo, ma andiamo con ordine e riportiamoci a settembre, quando questo Monaco era qualcosa di molto simile ad una squadra assolutamente nella norma, senza infamia e senza lode. Avversarie del girone: Tottenham, Bayer Leverkusen e Cska Mosca. Equilibrio totale dunque e qualificazione tutta da conquistare: una fase ad eliminazione diretta archiviata con la vittoria del girone, con l’unica sconfitta incassata a Leverkusen quando i giochi erano oramai fatti. Poi le sfide da dentro fuori: inevitabilmente da underdog contro realtà decisamente più esperte in termini di gare da un certo tenore. Prima il Manchester City di Guardiola: i francesi perdono all’Etihad con il risultato di 5-3, dando vita ad una delle gare più belle ed intense dell’intera Champions League 2016-17, seconda per emozioni soltanto al 6-1 rifilato dal Barcellona al Psg. La pratica sarà sbrigata al ritorno con un 3-1 che non lasciò scampo agli inglesi. Altro giro, altra corsa da sfavorita: c’è il Borussia Dortmund ad attendere Falcao e compagni, ma i tedeschi troveranno in dote due sconfitte. Finirà infatti 2-3 al Westfalenstadion – gara rimandata di un giorno per i noti fatti che hanno interessato il pullman della squadra di casa – e con il risultato di 3-1 al Louis II. Alcune statistiche dense di significato: 10 gare disputate nell’arco di questa Champions League con 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Sono 21 le reti fatte – alla media di 2.1 a gara – e 16 quelle incassate, alla media dunque di 1.6 a partita. Raffrontando questi ultimi dati con quelli della Juventus emergono già tutte le differenze del caso: i bianconeri hanno segnato complessivamente 17 reti incassandone appena 2. Vanno in rete dunque con una disinvoltura minore rispetto al Monaco, ma non c’è confronto per quanto concerne la solidità della fase difensiva.

Il punto forte del Monaco di Jardim

Lo abbiamo in ottima parte anticipato: la produzione offensiva. Il Monaco segna come se non ci fosse un domani e lo fa in tutti i modi: per vie centrali, sfruttando la rapidità sulle corsie e l’intesa tra i suoi attaccanti. Ha dalla sua l’irrazionalità e la sfrontatezza della gioventù: gli uomini cardine di questa creatura in movimento sono i vari Bakayoko (classe ’94), Fabinho (’93), Lemar (’95), Bernardo Silva (’94), Mbappé (’98). Del resto quando l’età media generale dice 25.3 anni il progetto è chiaro: puntare tutto su alcuni tra i migliori prospetti in circolazione. Con il vantaggio di cui abbiamo parlato e lo svantaggio di una carenza di esperienza che in questi casi si rivela spesso condizionante. La parola chiave nell’idea di Jardim è ritmo: la variabile impazzita Monaco fonda tutte le sue ambizioni sullo sfiancamento dell’avversario, la corsa non sarà mai la debolezza di una squadra che in tal senso può vincere la sfida contro qualsiasi avversario. Ed è su questo dinamismo che Leonardo Jardim ha innalzato il suo Monaco: se nell’idea iniziale la mente di Joao Moutinho appariva come pedina insostituibile per dare ragionamento alla squadra e tenerne a bada la sfrontatezza, il fine tattico portoghese ha trovato il modo di garantire un’essenza al suo Monaco anche quando privo del suo ragionatore. I valori sono strepitosamente confermati dal campionato: una Ligue 1 in cui il Monaco a sei turni dal termine conduce con tre punti reali di vantaggio sul Psg, con il secondo miglior attacco d’Europa – 90 gol, sì avete letto bene, in 32 partite all’irreale media di 2.81 reti a gara – ed un dato difensivo (27 gol incassati, media 0.84 a partita) che si assottiglia a quello della Ligue 1 e che giocoforza appare migliore del preoccupante analogo riscontrato prima in Champions League.

La stella del Monaco: Kylian Mbappé

Prima di lui mai nessun calciatore a diciotto anni aveva collezionato 5 reti nelle prime 7 presenze in Champions League: mai nessuno prima di Kylian Mbappé. Che poi, a volerla dire tutta, ha sempre segnato quando schierato da titolare: gol contro il Manchester City all’andata e al ritorno, doppietta al Borussia Dortmund all’andata e gol al ritorno. Dunque, per essere più precisi, sono 5 reti in 4 presenze da titolare: le altre tre si riducono a comparse da 25 minuti totali. Un fenomeno. Sì, sei un fenomeno se quando hai appena compiuto 18 anni ti lanciano nella mischia degli ottavi e dei quarti di Champions League, contro squadre più forti della tua, e tu riesci ad andare in gol per ben cinque volte. Un prodigio del calcio mondiale che fa gol in tutti i modi: ama partire da sinistra per accentrarsi sul piede forte e calciare (o servire l’assist al compagno meglio piazzato, Radamel Falcao è lì pronto a sfruttare le situazioni ed a palesare il suo repertorio), ma nelle ultime uscite ha sfoggiato un fiuto del gol da centravanti di razza che ne completa un quadro da alieno del calcio che verrà. Perché se alle sue doti fisiche e tecniche aggiunge questa freddezza negli ultimissimi metri, quella che gli consente di firmare i gol cosiddetti sporchi, siamo di fronte a qualcosa di difficilmente contenibile. Il resto lo racconta il suo andamento nel primo anno di Ligue 1: 1062 minuti di gioco, 12 gol ed 8 assist. Kylian Mbappé a diciotto anni segna un gol ogni 89 minuti. Un gol a partita. Già ventidue le reti stagionali, siamo abbondantemente in proiezione trenta: cosa altro aggiungere?

Monaco, ecco il tuo punto debole

Lo abbiamo praticamente già esplicato: la tenuta difensiva contro determinati avversari. In Ligue 1 il Monaco ha ampiamente retto, in Champions League – quando di fronte ha iniziato a scontrarsi con i vari Manchester City e Borussia Dortmund – qualche falla si è inevitabilmente aperta. Del resto l’organico parla forte e chiaro: valori assoluti in mediana, sulla trequarti e nel pacchetto offensivo, meno in difesa dove i vari Glik, Jemerson, Raggi, Mendy, Sibide e via discorrendo si arrangiano come possono. Attenzione: non siamo di fronte a difensori inadeguati o ad una fase difensiva che nel suo complesso sfigura. Il discorso inerisce al tenore degli avversari: quando si chiamano Juventus, il livello della guardia deve necessariamente essere al massimo. E’ lì che se la giocherà Allegri: innescare la rapidità di Cuadrado e Dybala per creare la superiorità numerica e trovare le soluzioni per andare in porta con facilità, nei pressi della quale agisce un centravanti rapace quale Higuain. Dovrà invece mantenere altissima la concentrazione rispetto alla produzione offensiva di questo Monaco: ha già ampiamente dimostrato di saperlo fare contro i mostri sacri del Barcellona, non dovrà però darsi per scontata. Perché se è vero che questi qui non sono Messi e Neymar, è altrettanto indubitabile che abbiano una fame ed una sfrontatezza maggiori.

Monaco-Juventus: i precedenti

La Juventus si è aggiudicata entrambi i precedenti con il Monaco in Champions League: nell’edizione 1997-98 in semifinale, quando i bianconeri vinsero con il risultato di 4-1 a Torino e persero in Francia con un indolore 3-2, nella più fresca Champions League 2014-15 ai quarti di finale, dove in due partite le squadre segnarono appena un gol, quello di Vidal nella sfida d’andata che bastò ad indirizzare la contesa sui binari bianconeri. La Juventus poi perse la finale con il Barcellona, così come nel ’98 quando a vincere la finale fu il Real Madrid. Si potrebbe dunque dire che alla Juventus eliminare il Monaco non porti affatto bene. Ultima particolarità: nei due scontri diretti storici i bianconeri hanno disputato la sfida d’andata in casa, in questa occasione si partirà al Luis II per poi chiudere allo Juventus Stadium. Dove Allegri conta di far valere tutto il carico di esperienza che la sua Juve vanta su questo giovane ed illeggibile Monaco.

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