Non gioco più, me ne vado: non solo Muntari, chi non sta al razzismo – VIDEO

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Muntari e gli altri, non solo il ghanese in Cagliari-Pescara: tutti i giocatori oggetto di razzismo che hanno deciso di ribellarsi. Da Boateng, passando per Constant e Zoro: episodi e video

Il caso di ieri ne ha riportati alla mente altri: Sulley Muntari, verso la fine di Cagliari-Pescara (partita vinta per 1 a 0 dai padroni di casa), ha deciso di lasciare il campo. Il motivo? Insulti e cori razzisti da parte dei tifosi sardi, a suo dire: il centrocampista ghanese del Pescara, ex Inter e Milan, è stato perfino ammonito dall’arbitro debuttante Daniele Minelli, che si è rifiutato di fermare il gioco. Per nulla pacata la reazione del giocatore (Pescara, Muntari: «Se toccavo l’arbitro, era sotto terra»): via alle polemiche. Si può discutere o meno sulle legittimità del gesto di Muntari, ma è certo che il ghanese non è il primo (e non sarà l’ultimo probabilmente) a decidere di reagire ai cori dei tifosi avversari in maniera plateale. Il suo gesto ne riporta in mente un altro: quello dell’amico, connazionale ed ex compagno di squadra al Milan, Kevin-Prince Boateng, che nel gennaio 2013, nel corso di una amichevole tra i rossoneri e la Pro Patria, decise di mollare il campo a causa degli ululati del pubblico di Busto Arsizio: la gara fu del tutto sospesa, ma si trattava, è bene sottolinearlo, di una semplice amichevole. Anche un altro milanista, Kevin Constant, reagì molto male ai cori dei tifosi del Sassuolo nel corso di una amichevole estiva.

Muntari e non solo: cori razzisti, così reagiscono i giocatori. Video

Prima ancora di Boateng, in Italia, solo un altro giocatore era stato in grado di replicare in maniera fortissima ai cori del pubblico: correva l’anno 2005 e, nel corso di un Messina-Inter, il difensore dei siciliani Marc Zoro minacciò di tornare negli spogliatoi anzitempo qualora il comportamento dei tifosi ospiti non fosse cambiato. La partita fu sospesa qualche minuto, poi alla fine Zoro fu convinto a rimanere in campo dagli interisti Obafemi Martins e Adriano. Certo, Muntari, Boateng, Constant e Zoro non sono stati gli unici giocatori ad essere stati presi di mira in Italia dagli insulti razzisti: altri casi controversi, come quelli riguardanti Mario Balotelli e Samuel Eto’o, hanno provato in passato anche squalifiche di intere giornate alle curve giudicate colpevoli (come quella dell’Hellas Verona, senza parlare dei precedenti laziali). Alla fine però, ad essersi ribellati in campo così fortemente, sono rimasti solo loro… I video.

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