Orsolini e la nuova vita alla Juventus: «Sono qui per imparare»

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Protagonista assoluto nell’Italia U-20, Riccardo Orsolini punta la Juve e non dimentica il passato: «Grazie Ascoli, non vi dimenticherò mai»

Una sorpresa, ma non troppo. Riccardo Orsolini è stato uno dei motori dell’Italia U-20 di Evani al Mondiale di categoria disputato in Corea del Sud, dove l’Italia ha ottenuto il miglior risultato di sempre nella storia della competizione (terzo posto). Orsolini ha anche chiuso da capo-cannoniere del torneo con cinque reti, ma – come conferma a “Tuttosport” – deve un attimo riprendersi dalle fatiche intercontinentali: «Come sto? Bene, bene! Un po’ sfasato dopo il rientro dalla Corea, ma sono felice e soddisfatto. La Scarpa d’Oro? Eh, sta nella mia camera in bella mostra. Gli amici vogliono vederla». Immaginava questo exploit al Mondiale Under 20? «Diciamo che ho preso fiducia partita per partita. E pensare che non dovevo partire: se non ci fossimo salvati con l’Ascoli, sarebbe stato un problema. Invece la salvezza è arrivata e siamo partiti in tre dal Picchio. Sapeste che emozione, tra l’altro, la salvezza… Non sono riuscito a trattenere le lacrime pensando che si trattava della mia ultima partita qui. Avrò sempre nel cuore la piazza e la ringrazierò sempre». E invece del Mondiale cosa terrà nel cuore? «Sono molto orgoglioso di aver conosciuto Van Basten, un grandissimo campione del passato».

JUVENTUS E CAMPIONI – I paragoni con altri campioni del Mondiale U-20 sono tanti, ma Orsolini guarda oltre e tiene i piedi per terra: «Sono lusingato e ringrazio. Ma è un qualcosa che va oltre: io devo pensare a fare… Orsolini, non Robben. Non sono nessuno e ho ancora tantissima strada da fare, con tanto duro lavoro. Guai a montarsi la testa. Per me il primo obiettivo è rendere orgogliosi i miei genitori». Di solito, in campo, la strada la fa… dribblando gli avversari. C’è una sua serpentina contro lo Spezia che è roba da sciatore, praticamente. Come nascono questi guizzi? «Puro istinto, nel mio caso. Non so spiegare: la testa mi dice “adesso gli faccio un tunnel” e poi succede. Boh, mi viene naturale. E poi, quando guardo la Champions cerco di imparare dai big». Big, Champions… A questo punto la parola Juventus vien da sé. Con annessa chance di convincere Allegri a tenerla in gruppo già quest’anno. «È un onore essere stato acquistato dalla Juve, lo scorso gennaio. Ma ovviamente deve essere un punto di partenza, non d’arrivo: uno stimolo a dare tutto me stesso in tutte le situazioni. Peraltro per la prima volta uscirò di casa, sarà un’avventura nuova che spero mi porti fortuna». L’hanno cercata in tanti lo scorso gennaio: Napoli, Chelsea… perché ha scelto proprio la Juve? «In effetti era stato un periodo travagliato, s’è parlato tanto di me. Ma ho scelto, insieme con il mio agente Di Campli, di andare alla Juve dopo aver parlato con i dirigenti: hanno un progetto importante con i giovani».

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