Pecchia: «Verona squadra da battere, Pazzini è da nazionale»

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serie b 18^ giornata
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Con cinque punti di vantaggio sulla seconda, l’Hellas Verona prova lo sprint verso la Serie A e mister Pecchia si gode il momento d’oro. Maturità, qualità e duttilità gli ingredienti del primato gialloblu, con un Pazzini ritrovato

TUTTI DIETRO – Rivitalizzare una piazza calcistica all’indomani di una retrocessione non è mai compito facile, ma Fabio Pecchia sta riuscendo nell’impresa alla guida dell’Hellas Verona. Gli scaligeri guidano la classifica di Serie B con cinque punti di vantaggio sul Cittadella dopo 13 giornate, e il tecnico racconta a La Gazzetta dello Sport le basi del primato: «Siamo partiti con tanta pressione addosso ma anche con tanta voglia di vincere. Dopo una retrocessione bisognava gestire la situazione soprattutto a livello psicologico e creare un gruppo vincente. Il Verona è la squadra da battere, adesso che è primo lo è ancora di più».
PAZZI PER PAZZINI – Con undici reti in dieci gare giocate, Giampaolo Pazzini è l’immagine simbolo di un Verona che non molla mai. Pecchia ha ritrovato un attaccante vero che ha già raddoppiato il bottino dell’intera stagione scorsa. L’allenatore non mette limiti alla sua crescita: «Il lavoro dell’allenatore è anche psicologico. Tutti erano demoralizzati per la retrocessione, lui aveva anche avuto diversi infortuni. Però ci ha dato subito grande disponibilità. Non giochiamo solo con i cross alti per lui, anzi: giochiamo palla a terra e lui partecipa. Vi svelo in retroscena. Quest’estate io e Fusco siamo andati a Montecatini a casa sua una sera a mezzanotte. Gli abbiamo detto: levati la maglia del Milan, dell’Inter, della Nazionale, metti la canottiera del muratore e facci vincere. E così ha fatto. E’ straordinario. Non mi stupirei se un domani Ventura pensasse anche a lui».

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