Oddo: «Il caos organizzato del mio Pescara»

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aquilani biraghi
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«Io nemmeno lo volevo fare l’allenatore» parole e musica di Massimo Oddo, tecnico del Pescara che ha una storia e uno stile particolari

Massimo Oddo ha voglia di Serie A col suo Pescara, le cose stanno andando bene e l’impatto con il campionato è stato positivo. L’idea del Pescara è quella di imporre il proprio gioco con tutti, anche con l’Inter, come assicura il coach abruzzese: il Delfino giocherà senza nascondersi e si difenderà solo in caso di superiorità netta dell’avversario. Il tecnico spiega anche la sua idea di calcio: «Voglio una squadra che giochi a terra, servono giocatori bravi e intelligenti. Chi porta palla deve avere più soluzioni e scegliere la migliore». Nessun maestro in particolare, tutte idee che nascono dall’esperienza del campo da gioco maturate in special modo negli anni a contatto coi giovani. La base di gioco di Oddo è il 4-3-3 non schematizzato: «Lo chiamo caos organizzato, con o senza possesso palla».

VOLEVO FARE IL MANAGERCaprari, Verre, Memushaj, Zampano, Benali e molti altri, secondo l’allenatore sono tanti i giocatori interessanti in questo Pescara. Oddo spende parole d’elogio per Rej Manaj arrivato dall’Inter e anche per Biraghi parlando di talenti in grado di fare il salto di qualità. «Ho studiato scienze manageriali, non volevo fare l’allenatore. Volevo essere un dirigente di alto profilo ma quel ruolo è una casta» continua il tecnico a Il Corriere dello Sport ringraziando Fabio Liverani che lo ha avviato alla carriera in panchina. Oddo poi prosegue dicendo di non provare invidia per i colleghi (tipo De Zerbi passato dalla Lega Pro alla Serie A) e chiude con un pronostico sul suo Pescara: «Credo in questa squadra, può togliersi soddisfazioni».

 

Gianmarco Lotti
Giornalista sportivo toscano vivente, amante del calcio come cultura. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón.
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