Pietro Anastasi: «La Champions è una questione di stimoli»

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Le parole dell’ ex attaccante bianconero il giorno dopo la vittoria della Juventus in Champions League

E’ una Juventus dalla doppia faccia. Impacciata e bloccata in campionato ma sicura e autorevole in Champions League. Con il 2-0 rifilato al Siviglia nella partita di ieri seria allo Stadium, i bianconeri ritrovano dunque il sorriso. Un sorriso ancor più luminoso dato il primato nel girone e per un ritrovato Khedira, alla sua prima e vera apparizione stagionale. La redazione di calcionews24.com ha parlato di questo, ed anche altro, con Pietro Anastasi ex centravanti proprio della Vecchia Signora.

 

 

Un secco 2-0 al Siviglia. Come ha trovato la Juventus di Champions?

«Ho visto una squadra che ha fatto dei progressi, che ha avuto più convinzione e ho visto maggior grinta. E’ proprio’ lì che ho notato la differenza rispetto alle ultime partite. Ha espresso anche un buon gioco e dunque, per il discorso qualificazione, ha fatto un bel passo avanti ieri».

 

Come si spiega la differenza di prestazioni tra la Juve di campionato e quella di coppa?

«Credo perché in Europa gli stimoli siano diversi. Quando si incontrano, con tutto il rispetto, formazioni come Frosinone o Chievo, si tende magari a perdere un po’ la concentrazione e si va in campo più rilassati».

 

Anche un risultato come quello contro il Napoli può essere figlio solamente per una mancanza di stimoli?

«La Juventus non ha sicuramente giocato bene, ma aveva comunque tantissimi assenti, soprattutto a centrocampo, orfano di giocatori importanti. La squadra inoltre ha cambiato moltissimo in estate e bisogna pazientare un po’. E’ stata gettata la croce su Allegri, ma credo che lui colpe non ne abbia».

 

Ha la Juventus, secondo lei, la forza necessaria per compiere il cammino europeo dello scorso anno?

«Io penso di si, a patto che recuperi tutti. Ha una rosa forte, con giocatori di livello e una panchina comunque lunga. L’ augurio è quello di fare come l’ anno scorso e poter però vincere la coppa dalle grandi orecchie, ma ci vorrà un pizzico di fortuna».

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