Pirlo: «In America poco stress, alla Juve facile vincere»

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andrea pirlo
© foto www.imagephotoagency.it

Andrea Pirlo si racconta a Marca: gli esordi a Brescia ed il salto all’Inter, i successi con Milan e Juve, fino ad arrivare all’America

Andrea Pirlo si racconta in un’intervista esclusiva rilasciata a Marca, edizione periodica Plus. Il centrocampista ex Milan, attualmente in Mls, rivive la sua carriera attraverso momenti di gioia e di dolore. Senza denigrare retroscena segreti, ma si parte dal presente: «Sono andato in America perché volevo giocare senza pressioni, dopo venti anni di carriera sentivo l’esigenza di abbassare il ritmo. In Italia avvertivo troppo stress, in America ho più spazio per pensare alle cose importanti della vita. Quali? Moglie e figli in primis, anche se l’unica cosa che mi riesce meglio è giocare a calcio. Di questo devo molto a Roberto Baggio, da cui ho imparato molto durante il mio periodo a Brescia». 

UNA CARRIERA DA VINCENTE – Il fallimento all’Inter, l’exploit al Milan, la rinascita alla Juventus, con in mezzo tentazioni e suggestioni varie. Non è mancato nulla alla carriera di Pirlo: «Arrivare all’Inter fu un sogno, era la squadra del mio cuore. Avevo 18 anni e tutto fu difficile: l’ambientamento, questioni tattiche e logistiche. Ancelotti mi ha reso il campione che sono oggi, o ero fino a poco fa, non smetterò mai di ringraziarlo. Al Milan abbiamo vinto tutto, tanto, e avremmo potuto vincere di più senza quella maledetta notte di Istanbul. Nel 2010 potevo andare al Real Madrid, Capello ed i giocatori mi volevano a tutti i costi ma il Milan si oppose in tutti i modi. Qualche anno dopo finii alla Juve perchè aveva bisogno di rifarsi il look ed aveva il mio stesso obiettivo: vincere».

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