Raiola su Donnarumma: «Gigio minacciato anche di morte»

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Arrivano le parole di Mino Raiola sul caso Donnarumma: ecco la verità raccontata dal procuratore più famoso del mondo. Il portiere non sarebbe stato tutelato dalla società – 19 giugno, ore 00.20

Mino Raiola, procuratore di Gigio Donnarumma, ha poi continuato: «Si era creata una situazione da cui non si poteva più uscire. Lui è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: erano minacce di non giocare, di morte. Poi ci sono stati gli striscioni non tolti dalla società e un atteggiamento non corretto nei suoi confronti. Non è una questione economica, perché se due parti vogliono un accordo, lo si trova. Loro erano in giro con il budget di un top player e il top player ce l’hanno in casa. Io di certo avrei trovato un modo per soddisfare le parti, ma non abbiamo mai toccato quei discorsi. Se è stata sbagliata la gestione? Secondo me sì. Ci sono stati toni sbagliati. Avevo garantito alla società che non saremmo partiti a parametro zero e pensavo che ciò bastasse a mettere tranquilla la parte patrimoniale della cosa, ma non è stato compreso. Forse ho sbagliato io che non sono stato convincente, non lo so. Per me è stato gestito tutto male. Se c’è un altro club dietro il mancato rinnovo? I grandi club c’erano quando aveva 16 anni e quando ne aveva 14, quindi se voleva andare via, lo avrebbe fatto quando non era titolare nel Milan. Non abbiamo nessun accordo con nessuna società. Il problema è stata la forma: non potevamo più accettare lo stress psicologico, la tensione e la passività nei confronti del giocatore. Mirabelli? Io parlo del Milan, poi lui è stato un esponente che ha condotto il tutto, quindi si prenderà le sue responsabilità. Se dovesse fare retromarcia? Oggi non ho voglia di riaprire questi discorsi perché sarebbe come riaprire nuovamente il circo e non voglio farlo. Non ho nulla contro il Milan, ho un buon rapporto con Fassione e se dobbiamo parlare, lo facciamo. Ormai, però, hanno fatto la loro scelta: si doveva decidere entro il 13 giugno e noi abbiamo deciso. Se Gigio rischia di perdere un anno? Sì, ed è un rischio importante. Se sarà giudicato per le sue qualità non accadrà. Se invece ci saranno altre situazioni che costringeranno il tecnico a prendere alcune decisioni, allora potrebbe perderlo. Per me però si tratta di mobbing se minacci un giocatore di stare in tribuna. Il Milan cerca un altro portiere? Non è un nostro problema, possono cercarne anche sette».

Raiola su Donnarumma: «Ambiente ostile! Il Milan ci ha messo pressione»

Il caso del mancato rinnovo di Gianluigi Donnarumma con il Milan continua ad essere a centro di polemiche. Dopo le parole dei dirigenti milanisti, Fassone e Mirabelli, arrivano anche quelle di Mino Raiola, procuratore del portiere rossonero che, ai microfoni della Rai, ha raccontato la propria verità: «Si era creato un ambiente troppo ostile. Siamo stati costretti a prendere una decisione che non volevamo. Il modo in cui è stata condotta la cosa ci ha portati a dare una risposta negativa. Problema di soldi? No. Il Milan non ci ha concesso tempo e serenità. Clausola rescissoria? L’argomento non è stato affrontato, non siamo arrivati a quel punto.  Gli atteggiamenti pubblici dei rossoneri nelle ultime settimane non hanno creato serenità».

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