Ranocchia: «Pregiudizio su di me, Mancini-De Boer…»

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© foto www.imagephotoagency.it

L’intervista di Andrea Ranocchia al CorSera in cui parla delle differenze tra gli ultimi due tecnici dell’Inter, De Boer e Mancini: «Col Mancio in ritiro si era rotto qualcosa»

Andrea Ranocchia, difensore dell’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista del ritorno in campo della Serie A dopo la pausa per le Nazionali, analizzando il momento personale e quello dell’Inter ferma a 11 punti in classifica. «Quello che so è che sto lavorando come un cane, al di là degli allenamenti, anche extra calcio. Era molto tempo che non ci mettevo così tanto impegno – spiega Ranocchia nell’intervista con Il Corriere della SeraDa tre mesi vado in un centro in cui mi seguono dal punto di vista fisico e psicologico». Prosegue l’ex Samp e Bari: «Sento un pregiudizio su di me. Sembra che all’Inter non abbia vinto solo io. Ma il periodo negativo non è stato tutto e solo mio. É stato dell’Inter».

I DUE TECNICI – Il centrale nerazzurro ha poi sottolineato le prime differenze tra gli ultimi due allenatori dell’Inter, Frank De Boer e Roberto Mancini, sopratutto a livello di metodo: «Mancini si è sempre comportato bene con me, mi ha sempre parlato molto e mi ha lasciato via libera quando volevo giocare ed ho chiesto di trasferirmi alla Samp. Poi mi ha riaccolto con felicità quando sono rientrato. Durante il ritiro, però, si intuiva che si era rotto qualcosa. De Boer ha introdotto regole ferree. Come per esempio pranzare qui, tutti insieme, prima delle partite. O far colazione se c’è l’allenamento al mattino. E poi tornare qui a dormire dopo la partita. Sembrano cose piccole, ma fanno moltissima differenza».

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