Roma, il silenzio parla chiaro: sarà l’ultimo derby di Totti

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Roma: passano le settimane, ma la società non si esprime sul futuro di Totti. Un silenzio imbarazzante su un rinnovo insabbiato anche dall’arrivo di Monchi: quello di domenica sarà l’ultimo derby del capitano?

I giorni passano, ma il silenzio resta. Ed è assordante, perché oscura la magnificenza di un giocatore simbolo di Roma. Di un giocatore che è riuscito ad incarnare lo spirito di Roma come nessun altro nella storia. Francesco Totti non ha bisogno di aggettivi, di soprannomi e di parole che possano descriverne la grandezza: è stato uno dei più grandi di tutti i tempi e probabilmente è arrivato ad un punto di non ritorno. Una fase della carriera che però è stata disegnata a tavolino da altri, in silenzio e sotto traccia. Nessuno, se non il suo allenatore Luciano Spalletti, ha ancora avuto il coraggio di parlare di Totti e del suo futuro. Un futuro che sembra sempre più lontano dal campo. Perché la società si è dimenticata del capitano ed evita accuratamente l’argomento che riguarda il rinnovo di un contratto appeso ad un filo sempre più sottile. Il mistero avvolge il capitano, che si ritroverà ad affrontare quella che probabilmente sarà l’ultima stracittadina della carriera quasi da separato in casa. La mossa di Pallotta di ufficializzare l’arrivo del nuovo ds Monchi a pochi giorni dalla gara contro la Lazio ha ulteriormente oscurato il tema Totti, troppo caldo anche per il numero uno del club.

IL CORAGGIO DI SPALLETTI – Totti ha appena smaltito un problema all’alluce, che non gli ha consentito di giocare a Pescara. Una partita che il capitano, anche se non dal primo minuto, avrebbe potuto quanto meno assaggiare. L’assenza dell’Adriatico gli preclude ogni chance di scendere in campo dall’inizio contro la Lazio, ma su questo aspetto non ci sono mai stati dubbi. Spalletti, per tutta la stagione, ha puntato su Dzeko e su altri giocatori nettamente più brillanti di Totti dal punto di vista fisico. Il tecnico ha sempre anteposto il bene del gruppo alla storia leggendaria del singolo e la coerenza mostrata nell’ultimo anno e mezzo è stata esemplare. Perché l’allenatore non si è mai nascosto, dicendo sempre le cose come stanno e trattando Totti da calciatore. E così farà anche prima del derby, l’ultimo derby. La voglia del Pupone di essere ancora protagonista è enorme, ma né Spalletti né altri allenatori gli garantiranno più spazio. Per cui uno dei motivi che porteranno Totti ad appendere le scarpette al chiodo è di facile lettura: il capitano non è più competitivo come prima, non lo sarà mai più e per questo sarebbe un’umiliazione immeritata proseguire in maniera raffazzonata una carriera meravigliosa, ma che è ormai terminata.

IL SILENZIO DI PALLOTTA – Il problema, dunque, si capovolge. Totti ha concluso il suo percorso straordinario nel calcio giocato, ma la società fa finta di niente. La Roma si è dimenticata che il rinnovo dipende solo e soltanto dalla sua volontà e Pallotta non ha ancora avuto il coraggio di esporsi una volta per tutte. E pur di insabbiare la spinosa questione ha anticipato i tempi dell’arrivo del nuovo direttore sportivo Monchi, ufficializzandolo (guarda caso) a pochi giorni dal derby. Spostando l’attenzione su argomenti lontani da Totti e da un prolungamento che non arriverà, ma che nessuno ha ancora avuto la forza di annunciarlo. Proprio per rispetto di una delle bandiere più imponenti del calcio italiano serve la verità: per la Roma, per i tifosi giallorossi e per Totti stesso, che tutto merita fuorché l’indifferenza. Contro la Lazio, molto probabilmente, ci sarà spazio per il capitano solo da spettatore in panchina ed è giusto così: i suoi compagni stanno meglio e meritano di essere titolari, anche a sue spese. Ma non sarà certo il silenzio a rendere onore all’immenso Totti, che avrebbe meritato la schiettezza di Andrea Agnelli, quando decise che il contratto firmato dodici mesi prima da Alessandro Del Piero sarebbe stato l’ultimo con la Juve.

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